IL PRIMO ASILO PER L’INFANZIA A TRIESTE 267 I viaggi in Toscana, in Lombardia del dottor Lorenzutti per studiarvi più da vicino questa istituzione e l’idea di voler a Trieste un Asilo possono benissimo essere stati suggeriti dall’appello lanciato dalla «Favilla» nel suo primo numero. Era ancora Pacifico Valussi dalle colonne de «L’Osservatore Triestino» (24 dicembre 1839) a parlare della benefica opera educativa inaugurandosi ufficialmente il 20 novembre 1839 l’Asilo di Capodistria. L’anno 1839 è l’anno di fattiva propaganda in favore del progettato asilo triestino; Bartolomeo Ronga, alla Minerva, legge un discorso «Sugli Asili d’infanzia e sulla convenienza di un tale stabilimento in Trieste» e dimostra la necessità delle istituzioni scolastiche dopo aver considerata la disastrosa situazione culturale; la «Favilla» chiude la serie dei suoi articoli di quell’anno con un articoo sull’Asilo di Feltre (3 novembre 1839) firmato dal Valussi. Già il dottor Lorenzutti aveva fatto ritorno dal suo viaggio, e dopo la viva esperienza fatta ne aveva redatto un progetto che presentato alla Magistratura fu accettato in linea di massima e fu stabilita l’apertura di un primo asilo. Anche presentato il progetto ed accettato, era necessaria la propaganda a preparare l’opinione pubblica, ma sopratutto era necessario che i cittadini e gli enti pubblici si rendessero conto dell’utilità di una simile istituzione e quindi accogliessero l’appello lanciato dalla stampa e dessero il loro contributo per la realizzazione. * * * L’asilo è conosciuto ormai attraverso la stampa, si sa la sua vita, le sue possibilità e già si conoscono i primi benefici risultati, s’impongono problemi di studio per perfezionare l’insegnamento, per uniformarlo alle esigenze sempre nuove che i nuovi problemi nazionali presentano. Trieste non ha ancora il suo Asilo, è l’anno 1840, ma prepara la sua nascita. Intanto i nostri migliori spiriti visitano gli Asili già sorti, li studiano, cercano il loro contributo nell’opera di perfezionamento, danno consigli: si viene a costituire un appassionante problema. E’ il problema della formazione delle nuove generazioni e di queste si fanno apostoli guidati dall’Aporti e dal Lambruschini. Francesco DalFOngaro parla («Favilla» 17 maggio 1840) del metodo di insegnamento della ginnastica e della musica, dopo la visita fatta all’Asilo di Udine, propone delle modificazioni specie nell’insegnamento del canto; mirando ad ispirare nei bimbi la gratitudine verso chi procura loro questo benessere spirituale e materiale. Scrive un coro, semplice ma pieno di nobiltà; e nel chiudere l’articolo dà sfogo al suo desiderio che è ormai di tutti «.. .perchè l’esempio di Udine possa esser vantaggioso a Trieste dove già molte energiche volontà si adoperano a determinare il modo più conveniente "all’istituzione di un Asilo.» Il Comune per varie questioni declina di assumersi il compito di aprire a Trieste un Asilo e viene lasciata piena facoltà all’iniziativa privata di provvedervi. Il Consiglio Municipale decreta di concorrervi con un contributo annuo di 3000 corone e anche la Borsa Mercantile assegna 1000 corone quale suo contributo.