98 OSCAR DE INCONTRERÀ Bologna nel 1830. Fu scolpito a Lucca nel 1813 dai fratelli Carlo e Emanuele Franzoni di Carrara e da Baldassare Casoni (62). I due coniugi vissero a Trieste sotto il nome di Conti di Compignano; però, dopo la morte di Elisa, Felice potè nuovamente fregiarsi nel 1823 del suo titolo di Principe Baciocchi (63). Essi dimorarono qui con i loro figli Napoleona Elisa, Federico 'Napoleone e Gerolamo Carlo. 3) ^Napoleona Elisa Baciocchi Contesi» Camerata La Principessa Napoleona Elisa Baciocchi ex Principessa di Piombino, primogenita di Elisa e di Felice, nacque a Firenze il 3 giugno 1806 e morì al castello di Korn-er-Houet presso Vennes nel Morbihan (Bretagna) il 13 febbraio 1869 e ivi fu sepolta nel sepolcreto costruitosi vari anni prima (64). Essa sposò a Bologna il 23 luglio 1824 il conte Filippo Camerata Passionei di Mazzolino, dal quale si separò nel 1830, nato ad Ancona il 13 agosto 1805 e morto a Firenze il 18 aprile 1882. Sino alla proclamazione del Secondo Impero (2 dicembre 1851) visse una gran parte dell’anno a Villa Vicentina e nella tenuta di Canale d’Isonzo presso Gorizia, acquistata da suo padre nel 1821 da Gerolamo Bonaparte, iT quale ne era divenuto proprietario con contratto di compravendita stipulato a Trieste il 19 settembre 1820, con quel medesimo conte Michele Coro-nini de Cronberg (1794-1876), nel cui castello di Grafenberg a Gorizia morì il 6 novembre 1836 Re Carlo X (65). Il conte era attaché presso l’Ambasciata d’Austria a Parigi e figlio di Giovanni Carlo Coronini e di Amalia contessa de Lanthieri, rimaritata nel 1815 a J. Lambert, già «secrétaire des comman-dements» di Elisa a Firenze. L’affare era stato concluso nella villa triestina di Gerolamo da sua nonna Luisa contessa de Lanthieri nata contessa de Wa-gensperg, che aveva nel 1810 ospitato a Graz Luigi Bonaparte e da sua moglie, l’emigrata francese contessa Sofia de Fagan. Il non più esistente castello di Canale era pervenuto ai conti Coronini per eredità nel 1795, all’estinzione degli antichi suoi proprietari, i conti de Rabatta. Napoleona Elisa lo vendette a sua volta, quando si stabilì in Francia, ai Duchi de Rlacas d’Aulps, che al seguito di Enrico V Conte de Chambord alternavano il loro soggiorno tra Frohsdorf, Gorizia e Venezia e da questi esso ritornò nel 1903 ai conti Coronini. ~ 'n'n Napoleona Elisa dimorò, durante le sue frequenti comparse a Trieste, nella villa di «Campo Marzio», venduta da suo padre il 31 dicembre 1825 alla zia Carolina Murat (66). Qui anzi ordì, nella sua visita protrattasi dal 15 settembre al 19 ottobre 1830, esaltata dall’insperato successo delle «Trois glorieuses» — o meglio «Trois honteuses» — quel romantico quanto innocuo tentativo per strappare da Vienna il cugino Duca de Reichstadt, il cui fallimento, già al suo nascere, lo si deve anzitutto alla recisa opposizione dello stesso «Aquilotto» (67). Espulsa da Vienna, dove aveva salutato a voce lo stupito Principe come Napoleone II e indirizzato a lui una lettera infiammata, andò in Boemia e da lì rinnovò le sue pressioni. Sconfortata ritornò a Roma al principio del 1831. Lo Zieger e il Del Piano scorgono in questo episodio una mossa ispirata dai cospiratori romani per condurre in Italia il Duca de Reichstadt, «dove, secondo un piano elaborato per una rivolli-