288 OSCAR DE INCONTRERÀ Dal volume della chiara scrittrice lubianese risulta che le indagini si protrassero sino al luglio del 1818, poiché sia la Francia di Re Luigi XVIII, che il Governo di Vienna avevano bisogno di consultare, per importanti e svariati affari correnti, gli archivi illirici. Christophe-André de Chabrol de Croussol fece del suo meglio per venirne a capo, data la sua indiscutibile responsabilità in proposito, ma tutto fu inutile e così la più gran parte dei documenti e senza dubbio la più importante andò perduta. Quanto ci rimane, se anche forma una mole considerevole di atti, non è che un complesso del tutto frammentario e consiste in due fondi principali: a Parigi nella corrispondenza del Governo Illirico col Governo centrale e a Lubiana nei carteggi delle singole Intendenze deU’Illirio col Governo Illirico. Riporto ancora che 10 studioso lubianese Bogumil Vosnjac, nella sua opera: «Ustava in uprava ilirskih dezel» (Costituzione e amministrazione delle Provincie Illiriche) — Lubiana 1910, propende a ritenere che questi archivi, che si possono seguire, nelle loro vicissitudini, sino a Parma, potrebbero forse ancora trovarsi nell’Italia settentrionale. La letteratura specificatamente dedicata alla dominazione francese a Trieste, si restringe in massima parte a quanto scrisse nei suoi «Mémoires» (Paris 1856) il maresciallo Marmont Duca di Ragusa, alla raccolta di documenti edita da Cesare Cantù sotto il titolo: «Principe Eugenio — Memorie del Regno d’Italia» (Milano 1865, voi. 9) e a quella anonima, pubblicata da Francesco Salata sotto il titolo: «Il diritto d’Italia su Trieste e l’Istria» (Torino 1915). Inoltre a quanto contenuto nel volume VI delle «Croniche ossia Memorie storiche sacro-profane di Trieste» di Don Giuseppe Mainati (Venezia, Picotti 1818, pp. 1-133) e che parzialmente è un riassunto della collezione basilare dell’«Osservatore Triestino». Accanto a quest’ultimo, fa d’uopo citare la gazzetta ufficiale delle Provincie Illiriche «Le Tólégraphe Officiel — Offizieller Telegraph — Il Telegrafo Officiale», che uscì nella capitale illirica dal 3 ottobre 1810 al 22 settembre 1813 e i cui redattori furono successivamente Benincasa, Beaumes, Paris e Charles Nodier. Alla stessa collaborarono spesso, con articoli politici, economici e marinari dedicati alla nostra città, 11 Console francese di Trieste Maurice Séguier e i due Intendenti che si avvicendarono nel governo dell’Istria, Lucìen-Emile Arnault (1809-1812) e Angelo barone Calafati (1812-1813). L’unica raccolta quasi completa della gazzetta esiste alla Biblioteca dell’Università di Lubiana. Cito infine l’opera documentaria di Paul Pisani: «La Dalmatie de 1797 à 1815» -— Paris 1893, per la quale l’autore compulsò gli archivi della Dalmazia, di Lubiana, di Parigi e di Vienna. Anche il più volte menzionato archivio del Consolato di Spagna taceva su questo periodo, poiché, come detto, il Console de Lellis dovette rimanere lontano da Trieste dal 1809 al 1815. Invece per la prima occupazione francese (23 marzo-23 maggio 1797) e per la seconda (19 novembre 1805-4 marzo 1806) l’archivio spagnolo conteneva in grande dovizia documenti e dettagli inediti; per la prima esistono inoltre anche alcuni opuscoli contemporanei, espressamente stampati, che ne narrano le vicende (199) e le importanti pagine che vi dedica, sulla base di quanto ha scoperto negli archivi imperiali viennesi, Josef Rechberger von Rechkron, nella prima parte della «Geschichte der k. k. Kriegs-Marine: Oesterreichs Seewesen in dem Zeitraume von 1500-1797» — Wien 1882. Non è neppure trascurabile quanto poi vi aggiunge Josef von Lehnert nel primo volume — l’unico pubblicato — della seconda parte