120 FATTI, PERSONE, IDEE mente apparteneva — una priorità e un primato organizzativo che non trovo riscontro all’Estero che parecchi anni di poi. Gli istituti creati dal Cobolli come Ricreatori comunali laici di Trieste, differivano nettamente nei fini, nei mezzi, nello spirito da ogni altra istituzione similare sia d’Europa che d’America; essi furono una concezione originale del loro unico ideatore ed autore; essi giusti-li cherebbero che si riconoscesse in Niccolò Cobolli, ben oltre che un pedagogo di eccezione, un pedagogista di pensiero elevato e chiarissimo, degno d’esser preso in esame e valorizzato anche nel campo più elevato della ricerca pedagogica propriamente detta. Nel mentre qui ricordiamo tutta la sua attività di naturalista, di precursore dell’alpinismo popolare, di divulgatore degli studi di storia patria, di propagandista dell’irredentismo, ci compiacciamo invitare i giovani studiosi di problemi educativi a voler fermare la loro attenzione su questo nostro ricordato Maestro e a voler rivelare, nei loro studi, l’alta natura e la figura di Lui, eminente e nobilissima. Ricordanze doverose Fu ricordato con elargizioni ed assegnazioni di sussidi il patriota Car- lo Archi, grande benefattore, che al popolo di Trieste dedicò per anni e anni le doti di eccezionali virtù amministrative («Piccolo», 9, IV, ’41). Onoranze garibaldine a Roma Riceviamo dal comm. Antonio Reggiani della Legione Garibaldina di Roma, (benemerito compilatore degli elenchi dei Caduti per l’Urbe), la notizia che nel Sacrario del Mausoleo Gianicolense, di prossima inaugurazione, egli farà incidere anche il nome di «Ferolli Enrico, triestino, 1866, — Medaglia d’argento», del quale Piero Sticotti ha rammentato testé la memoria ne «La Porta Orientale» (A. XI, 18 segg.). . Nella medesima occasione sarà scoperto sul Gianicolo il busto del triestino Filippo Zamboni, accanto a quelli dei liberatori di Roma (cfr. «Porta Orientale», A. IX, 102-04), per iniziativa del Comitato triestino del R. Istituto del Risorgimento e con la cooperazione della Legione Garibaldina e della Compagnia- Volontari Giuliani e Dalmati di Trieste. Il busto dello Zamboni è opera di Teodoro Russo, scultore di Trieste. L’opera potè essere compiuta grazie al vivo interessamento del Prefetto e del Podestà, dopoché questo Comitato del Risorgimento (presieduto dallo Sticotti) ebbe l’adesione del Governatorato e del R. Istituto del Risorgimento di Roma. Ai 30 aprile sarà inaugurata in Roma la colonna onoraria sulla via Flaminia per ricordare i Caduti del 1849. Una delle quattro iscrizioni, incise sulla base, è dettata dal Reggiani e dice: Dopo Cornuda, Trevtso, Vicenza — Palestrina e Velletri — altri serti di gljria raccoglievano — nel giugno del 1849 — in questo settore della difesa romana — gli studenti del Battaglione Universitario — al comando di — Filippo Zamboni — Triestino — Fra gli altri cadevano i fratelli — Alessandro e Francesco Archibugi— Anconetani. («Piccolo», 25, IV, ’51). P. S. - All’ultima ora, ci viene fatto sapere che l’inaugurazione del Monumento Ossario Gianicolense e quella della Colonna per i Caduti ai Paridi nonché del busto a Filippo Zamboni sono state rimandate. RICORDARSI ,,E’ bene, nel punto in cui ritroviamo solido sotto i nostri piedi l’edificio dello Stato, ricordarsi di tutto quello che per lunghi secoli facemmo per impedirgli di esistere”. CONCETTO PETTINATO («La lezione del Medioevo»).