PER UNA RIVALUTAZIONE STORICA OBBIETTIVA DELLA CAMPAGNA DEL 1866 () Considerazioni sullo svolgimento della guerra Le idee generalmente correnti sulla guerra del 1866, non solo all’estero, ma sopratutto in Italia, idee ribadite da quasi tutti i libri di storia scolastici, e anche da molti di quelli scritti con scopi di critica storica, sono queste: 1) che le forze regolari italiane erano state battute per terra e per mare, naturalmente per colpa dei capi, nonostante il valore dell’esercito. 2) che solo Garibaldi coi suoi volontari aveva vinto, ma che la sua vittoria era stata resa vana dal famoso «Obbedisco» imposto dall’inettitudine del governo «regio». Così con tre nomi la guerra era sintetizzata: Custoza, Lissa, Bezzecca. 3) La guerra era stata vinta per merito esclusivo dei Prussiani; la firma dell’armistizio senza preventiva consultazione è considerata bensì una rottura di patti da parte prussiana, ma questa rottura è imputata, più che a colpa dell’alleato, a vergogna nostra che, con le nostre sconfitte, l’avremmo meritata. 4) La cessione del Veneto è presentata come un’aelemosina» insultante da parte dell’Austria, per il famoso tramite della Francia, che nessun testo manca di far rilevare a nostro disdoro. Dalla nostra disamina risulterà quanto poco questi quattro concetti fondamentali siano giustificati dal reale svolgersi degli eventi. La tradizionale impostazione della storia di quella guerra ci appare derivante dal proposito preciso delle correnti politiche di sinistra, che volevano : 1) far risaltare l’inettitudine dei capi dell’Esercito e dell’Armata. 2) dimostrare l’incapacità dell’Italia monarchica di fare una guerra, dato che essa vi avrebbe sostenuto una parte affatto passiva o addirittura negativa. 3) dimostrare che l’unico vincitore era il condottiero popolare,-Garibaldi, tendenziosamente contrapposto ai Comandanti delle Armate regolari. (1) Questo studio che ora si pubblica fu oggetto di conversazioni tenute da me a Bolzano nel 1927 per la «Dante Alighieri» e a Bengasi nel 1937 per l’I. N. C. F. Le pochissime aggiunte si riferiscono evidentemente a paralleli oon gli eventi più recenti.