FATTI, PERSONE, IDEE 45 Perrini di Fiume. («Piccolo», 1°, I, ’41). Registriamo ancora, per oggi, il nome del cap. pilota Mario Visintini da Parenzo, efià medaglia d’argento per azioni in A. 0. I., croce di guerra, Volontario di Spagna («Popolo di Trieste», 10, II, ’41): caduto eroicamente in Africa dopo la sua diciassettesima vittoria aerea, mentre traeva in salvo due commilitoni. Ai 6 di febbraio è partito da Trieste il primo scaglione di Volontari Universitari e la partenza ha dato occasione alla cittadinanza di manifestare ancora una volta tutta la propria indignazione per le infami menzogne diffuse dalla propaganda an-glo-americana circa la concordia del popolo italiano, il quale è, anzi, più fiero e compatto che mai nel suo proposito di portare alla vittoria la politica dell’Asse. («Piccolo», 7, II, ’41). Florida e felice Trieste di cento e più anni fa Cento anni fa la linea del pomerio di Trieste, partendo dalla vecchia Darsena, saliva per la via Pauliana a raggiungere la via Commerciale e quindi, attraverso i campi, toccava la via di Romagna, da dove, verso la Piazza d’armi, raggiungeva la via del Coroneo (ora Nizza), che risaliva sino a quella del Ronco, dove ripiegava verso quella del Molin grande (ora Marconi), con cui ridiscendeva sino al Giardino pubblico; varcava quindi un ponie gettato sul torrente, tagliava la via dell’Acquedotto (ora viale XX Settembre), lambiva la collina di Chiadino, ridiscendeva con la via Chiozza (ora Crispi) fino all’angolo di via Paduina, penetrava in quella del Boschetto (ora Stuparich), da dove, poco più giù dell’attuale via Bel-Jinzona, faceva un salto in quella del Pintore (ora Emo Tarabochia), con cui risaliva fino alla piazza del-POspedale, allora Borgo Conti; da qui si gettava nella via Fonderia, fino alla scomparsa via del Solitario (piazza Impero), che risaliva per un certo tratto, per ripiegarsi poi, spezzettata, fino al torrente che lambiva la piazza di Barriera vecchia (ora Garibaldi); risaliva il torrente, costeggiava la predetta via Fonderia, ridiscendeva con la via Media e si gettava in quelle del Bosco, San Giusto e San Vito fino alla imboccatura della via Tigor, ove ripiegava a destra ed andava a raggiungere in linea quasi retta la via della Sanza, oggi Salita al Promontorio, e con essa scendeva al mare. La città si estendeva dunque dall’attuale piazza Stazione alla via Economo, e dal mare sino a piazza Garibaldi. I caseggiati non erano allora addossati l’uno all’altro; cent’anni fa ampie estensioni entro il perimetro della città erano quasi deserte. Nudi i pressi della attuale Stazione centrale; la via Commerciale segnata, si, ma appena qua e là fiancheggiata da qualche edificio; nel vastissimo spazio chiuso tra le vie del Torrente (Carducci), del Ronco, Coroneo (Nizza), Molin grande (Marconi) e Stadion (Battisti), erano disseminate con grande parsimonia delle isole di case è casette. Altrettanto valga per i pressi dell’Ospedale. Dalla piazza Lipsia (ora degli Studi) e Giuseppina (l’attuale Venezia) sino alla via della Sanza (Promontorio ),il terreno era quasi un deserto, e nelle piante topografiche dell’epoca vi appariscono appena punteggiate le future strade. E cosa ci mostra una pianta del 1840 al di là della linea del vecchio pomerio? (Diremmo quasi non più una pianta topografica, ma una carta geologica). Da Gretta, Scorcola, Co-ìogna, Chiadino, Rozzol e Chiarbola scendono le falde di colline ricche di vigneti ad accamparsi strettamente intorno al vecchio perimetro e, qua e là, a farvi delle breccie, penetrandovi profondamente addentro, chiudendo da ogni lato la città e mostrando quasi di contenderle la possibilità d’allargarsi. La piazza Grande (oggi dell’Unità) era chiusa verso il mare da edifici e al di là di essi si apriva il Mandrac-chio (sul posto fra il palazzo del Governo e quello del Lloyd). Due torrenti scendevano in città: uno da Rozzol e l’altro da San Giovanni, e l’attraversavano scoperti, finché trovato il loro confluente presso i Portici di Chiozza, s’avviavano uniti al mare. In quest'epoca fiorente e felice Trieste conquistava il primo posto come porto e piazza commerciale dell’Adriatico, e per lungo tempo nessuno potè contenderle il primato sulle coste orientali del Mediterraneo e del