36 LEONE VERONESE vizio dell’Austria in Albania, la presenza del conte Taffe, del deputato socialista Amdlich e di un luogotenente di Stato maggiore, tale Loesseler, nonché di alcuni albanesi scutarini noti per la propaganda in favore dell’Austria, ci fece capire che già c’era una specie di preparazione austriaca. Ad ogni modo noi eravamo andati a Trieste per compiere il nostro dovere e volevamo starci come si addice ad ospiti non apertamente sgraditi. Tutto sarebbe andato benissimo se il Presidente, che pure è mente equilibrata e persona.... abile, non avesse forse ... per una eccessiva cortesia permesso che alla discussione prendessero parte quei suddetti signori con discorsi che soprattutto miravano a legare la gratitudine albanese all’impero Austro-Ungarico. Nessun incidente sarebbe ancora avvenuto se P«Indipendente» di Trieste non avesse pubblicato che un noto salariato dell’Austria aveva scritto un libro nel quale si diceva che sarebbe stata somma fortuna per gli albanesi se l’Austria avesse provveduto alla occupazione dell’Albania. In seguito di che, noi italo-albanesi e la maggioranza dei congressisti non simpatizzanti con questo ordine di idee, facemmo rilevare tutta la sconvenienza di tale pubblicazione. Ripeto, la frazione inneggiante e simpatizzante con l’Austria era minima e questo è provato dal fatto che tutte le volte che si sono acclamati l’Austria e l’imperatore, si è ottenuto che uguali acclamazioni venissero rivolte all’Italia, al Re ed al ministro Di San Giuliano. Quindi per la prima volta forse, anche se a denti stretti, si è avuta la soddisfazione duplice di sentire in piena Trieste acclamato il nome d’Italia nei riguardi dell’Albania. — Quale è stato il contegno degli italo-albanesi di fronte agli «austriacanti»? — Sereno, appunto perchè noi eravamo ospiti dell’Austria e non volevamo per nessuna ragione creare degli incidenti dati i rapporti di alleanza fra le due Potenze adriatiche. — Crede che il Congresso abbia giovato alla propaganda austriaca in Albania? — E’ evidente che una certa influenza l’ha esercitata ma sempre negli elementi notoriamente al servizio dell’Austria. La massa però era ed è rimasta estranea ai maneggi ed a ciò influì anche l’azione calma, serena, dignitosa degli italo-albanesi e più specialmente del rappresentante diretto del grande Kastriota che con la sua presenza provocò veri slanci di entusiasmo e di ammirazione. Infatti bastò che il presidente Faik bey facesse il nome del marchese d’Auleta Giovanni Kastriota Scanderberg, perchè un uragano di applausi si sprigionasse fra gli albanesi. — Chi sono stati gli elementi austriacanti del Congresso? — Mi permetta di non fare nomi per non scendere in particolari incresciosi, anche perchè non vorrei che di una causa santa se ne facesse una di... pettegolezzi. Però noi li conosciamo perfettamente e sappiamo tenerli d’occhio. — Quale è stato il risultato della discussione sui confini dell’Albania e su Scutari e Janina? — Tutti sono stati concordi nel pretendere o volere che l’Albania non venga decapitata non tanto per mantenere integra la compagine albanese,