BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO 309 lebre nel mondo una brulla località carsica, trasformandola in un’oasi di verde, fiori e boschi. Fu [’Arciduca Carlo che nel 1580 fondò l’allevamento di cavalli da sella e da carrozza, facendosi cedere dalla Curia Vescovile di Trieste quel terreno, da lui scelto perchè «i cavalli di razza carsica, abituati dalla penuria di pascoli a grande sobrietà e dal terreno sassoso a grande agilità e sicurezza di zoccolo, erano molto apprezzabili per il servizio militare». E’ noto che per secoli Lipizza forni di cavalli la Corte d’Austria e altre Corti, tra cui la sabauda; Napoleone ricevè nel 1797 in dono dalla città di Trieste un lipizzano da battaglia che ebbe carissimo, e sul quale fu spesso ritratto. Ricorda il Berlam i fasti dell’equile, gli aristocratici direttori che ne ressero le sorti, le partenze in massa di convogli di cavalli per le scuderie imperiali di Vienna, eventi di cui si tramandava il ricordo piantando tre aceri sul vialone da Baso-vizza a Lipizza ; le tre emigrazioni forzate e penose di tutto l’allevamento ai tempi delle guerre napoleoniche; i più famosi stalloni dall’albero genealogico plurisecolare e purissimo; e chiude parlando della nuova vita dell’equile dopo la redenzione. Un prezioso contributo per lo studio del trapasso dalla parlata ladina al dialetto veneto nelle nostre terre è dato dal ricco materiale raccolto da Giordano Pontini nelle sue pazienti ricerche, compiute specie nell'Archivio parrocchiale di Muggia, in quei registri e documenti, alcuni dei quali risalgono al 1400. (.Reliquati ladini nella toponomastica di Muggia d'istria). Tra le molte congregazioni religiose esistite a Trieste, la Confraternita di S. Francesco, di cui Lodovico Croato ci dà la storia, si distingueva per il suo carattere gelosamente aristocratico, chè i suoi 40 affiliati non potevano appartenere se non alle 13 nobili famiglie triestine dette le casade. Molto antica, chè se ne trova memoria già nel XIV secolo, aveva proprio statuto, sede per le adunanze, un suo altare, tuttora esistente e adorno degli stemmi delle famiglie nella chiesa di S. Fran-sco (ora B. V. del Soccorso) e propria tomba. L’esclusione di qualsiasi altro elemento, anche se nobile, causò la decadenza del sodalizio, chè col progressivo estinguersi delle casade si trovò già nel XVII secolo in ristrettezze, costretto a sempre più grama vita. E mentre la Confraternita del Sacramento esiste ancora, questa di S. Francesco non potè risorgere dopoché nel 1783 un decreto di Giuseppe II soppresse tutte le Congregazioni religiose di Trieste, che pure avevano fatto tanto bene. In un suo breve scritto, Fabio Cusin tratta dell’esilio a Firenze, tra la fine del XIV e il principio del XV secolo, del triestino Pietro Stoiani, bandito per non ben precisati motivi politici dalla nostra città. Dario de Tuoni pubblica una parafrasi in versi latini che, in giovane età, Andrea Bapicio fece di un celebre sonetto del poeta cinquecentesco Francesco Beccuti da Perugia. A cura dello stesso studioso è indicata una poco nota e preziosa fonte storica settecentesca: le lettere famigliar! del conte p. Alfonso di Maniago, conservata a Udine dagli eredi conti Attlmis Maniago. Alcune di esse interessano Gorizia; in una si fa cenno del possibile soggiorno di Cristoforo Gluck a Trieste nel . 1763; altre parlano della progettata nuova strada da Livorno a Trieste ; altre ancora recano contributi alla biografia di Ruggero Gius. Boscovich. Il direttore dell’Archeografo non riposa. Appena dato alla luce il volume di cui ora abbiam detto, annuncia il prossimo, ricco di materiale documentario inedito, tratto in massima parte dall'Archivio di Stato di Trieste, che illuminerà nel modo più completo i movimenti politici a Trieste dopo la Restaurazione austriaca (1814-1834). Per poter realizzare questo programma in tempi difficili necessitano contributi fl-nanziarii, che in parte sono stati già largiti da enti pubblici e da privati, ed è da augurarsi che affluiscano in sèguito in più larga misura, si da assicurare la continuità dell’Archeografo, sempre giovane malgrado i suoi 112 anni, che ne fanno la più vecchia rivista storica della Regione Giulia e una delle più antiche d’Italia. Lina Gasparìnl ANTONIO ZIEGER - La formazione poetica-politica di Giovanni Prati, 1830-1846, Collana èdita a cura della Sezione di Trento, R. Deputazione di Storia Patria per le Venezie, N. 1; 1941-XIX, pp. 156. La parte più importante e interessante di questo libro è costituita dalle notizie che lo Zieger, infaticabile investigatore di archivi, ha raccolte sul periodo indicato nel frontispizio dagli anni 1830-1846. Son notizie soprattutto di contenuto biografico, vagliate diligentemente e minuziosamente, fin ne’ più lievi particolari, e che versano molta luce sull’ambiente locale e storico