114 FATTI, PERSONE, IDEE scaldasse i cuori di una fiamma ardente e inestinguibile. Ecco un giovane trentino venire da Firenze alla Università di Padova e stabilirsi a Vicenza: il prof. Egidio Fracassi; egli fu l’apostolo primo, instancabile, animatore che gettò le basi del Comitato Pro Italia Irredenta e poi della Trento-Trieste. Un manipolo di giovani studenti universitari vicentini si stringe intorno a lui; il senatore Luigi Cavalli, uno dei Mille, Paolo Lioy e poi il Fogazzaro, il commendai. Eleonoro Pasini e l’onorevole A. Teso sono apertamente con loro. E quali furono i giovani? Luciano Cavalli aderisce con tutto l’entusiasmo e la sua fede e da allora è un’anima sola col Fracassi, vi si aggiungono Angelo Veggian, Arturo Rossi, Luigi Fabris, Umberto Carega-ro Negrin, il Sorio, il Martini, Bruno Dolcetta, il Secegni, Carlo Baroni, trentino ma nato a Vicenza, Leopoldo Lioy, Mariano Breganze e qualche altro ancora di cui involontariamente mi sfugge il nome, ma che la storia dell’Associazione dovrà rintracciare e ricordare. La propaganda si fa subito intensa e il Conte Bruno Canera di Salasco, memore delle illustri patriottiche tradizioni della sua famiglia assume la presidenza dell’Associazione e vuole al suo fianco Luciano Cavalli Vicepresidente e il Fracassi Segretario Generale. Anche un sacerdote si deve ricordare: l’abate prof. Emilio Silvestri che con la sua parola affascinatrice scosse gli animi dei Vicentini e tante amarezze per questa sua aperta adesione alla Trento-Trieste ebbe a soffrire. La propaganda trabocca in provincia e si formano nuove sezioni nei maggiori centri: a Schio con l’avv. Italo Beltrame Pomè e poi coll’avv. Del Savio e Guido Ci-bin, a Valdagno coi fratelli Negri, coll’avv. Antonio Franceschini, col Marzotto e col Cocco, ad Arsiero col garibaldino Stella, a Lonigo coll’avv. D’Agnolo Vallano, col dott. Giacomet-ti e col maestro Guerriero, a Cologna Veneta con l’avv. D. Gasperi e colla Maestra Berti, a Sambonifacio col cav. Cleto Brena, coll’avv. Ceola e coll’avv. Ubaldo Gambini, a Comedo col prof. V. Trettenero e con Eugenio Toso; altri apostoli ed altre sezioni sorgono in centri minori. E a Vicenza ancora si uniscono al movimento il prof. Giuseppe Bonamici, trentino, docente al nostro liceo, più volte proclamato socio benemerito, il prof. Guido Pontiggia che sarà poi uno dei più illuminati ed energici presidenti generali, il prof. Tito Buy, anima schietta di garibaldino che sarà poi per parecchi anni il presidente della sezione vicentina, e il prof. Ettore Nordera, della T. T. fedelissimo. A Padova si guadagnano alle idee della Trento-Trieste, specialmente per opera del Fracassi, del Cavalli e del Veggian, le menti più elette di quella Università: il Tamassia, il Polacco, il De Giovanni, l’Ardigò, Vincenzo Cre-scini, Camillo Manfroni, Francesco Flamini e quello ottimo patriota trentino che fu Albino Zenatti e in prosieguo il prof. Giacomo Tropea che sarà uno dei presidenti generali ed altri ancora. Il sasso lanciato dalla nostra Vicenza si fa valanga per tutto il Veneto, ma è ancora e per un bel pezzo da Vicenza che parte ogni iniziativa ed è nel nome di Vicenza eroica che il Fracassi fonda nuove sezioni dovunque il dovere di insegnante lo chiama: in Piemonte, nella Lomellina, nelle Marche, nel Friuli e altrove. La parola di questi pionieri era così persuasiva e calda che cedevano anche i più restii e gli scettici e s’accontentavano di abbozzare un sorriso di indifferenza e di colpire, quando potevano, nell’ombra, spalleggiati dall’ineffabile governo di Giovanni Gio-litti. E’ vero: se consideriamo il numero dei soci, la Trento-Trieste non fu Associazione di masse e conservò, anche forse contro la sua intenzione,' un carattere aristocratico, ma la sua fede divampò e scosse tutta l’Italia, la affermazione della Patria era fatta con una energia nuova, i gravi problemi che agitavano gli italiani irredenti avevano una divulgazione luminosa. I legami con tutte le Associazioni irredentiste dell’Austria erano estesi e rinsaldati: a ciò servivano bene le relazioni del Fracassi e degli altri trentini, triestini e dalmati iscritti alla Trento-Trieste. Particolarmente benemerito riuscì a tal fine l’avv. Giuseppe Fiorio di Riva di Trento, domiciliato a Verona, uno dei veterani più battaglieri della Trento-Trieste. Ma io mi accorgo che la copia dei nomi e la vastità dell’opera della Trento-Trieste stanno per indurmi a varcare i termini di Vicenza e della sua provincia, e io il vor-