200 L’ITALIA IN GUERRA Oggi l’Europa è tutta un fervore di Stati, che — nell’imminen-za della vittoria definitiva dell’Asse — si affrettano a riformare la propria costituzione secondo gl’ideali politici e sociali del corporativismo, per non rimanere esclusi da quella nuova (veramente nuova) Società delle Nazioni che dovrà emergere dalla pace riparatrice ed espiatrice dei delitti di Versaglia. Lo Stato che al tavolo della pace si presenterà potendo vantare la più lunga esperienza nell’arte del governare i popoli, le realizzazioni de’ mezzi più pratici e sicuri per riorganizzare la società moderna sui cardini del lavoro, della famiglia, della patria, dell’umanità, è l’Italia: — alla sua testa è il Capo del Fascismo, nel diciottesimo anno dopo la Marcia su Roma; la rappresenta, davanti al mondo, un Sovrano che ha celebrato da poco il quarantesimo anno del suo Regno, che ha sempre creduto nelle virtù di resistenza e di continua rinascita del suo popolo e al quale il suo popolo è sempre stato fedele; un Sovrano che, dopo quattro guerre vittoriose, muove ora incontro alla vittoria della guerra più grande, dalla quale il Regno, già ridiventato Impero, prenderà lo slancio verso nuove mète di civiltà romana. LA PORTA ORIENTALE AL RE GIOVINE T’elessei il destino — all’alta impresa audace. — Tendi l’arco, accendi la face, — colpisci, illumina, eroe latino! — Venera il la-coro, esalta il forte! — Apri alla nostra virtù le porte — dei domimi futuri! Gabriele d’Annunzio