164 P. A. QUARANTOTTI GAMBINI di risvegliare lo spirito nazionale del popolo e di creare in lui la coscienza di classe. Ma le leggi vigenti in questo Stato proibiscono a noi (10) di occuparci di questioni politiche ed economiche. Per questo motivo e perchè noi stessi riconosciamo che il popolo istriano ha bisogno, prima di tutto e sopra tutto, d’essere istruito, come del pane per vivere, e non arriverà mai ad imporsi nazionalmente ed economicamente, se non quando sarà educato alla scuola del dovere e del sacrificio; questa nostra associazione sarà culturale ed educativa insieme. Voi non penserete però certamente che il nostro Fascio abbia a diventare una scuola, dove qualche professore salga in cattedra ad insegnare astruserie letterarie o scientifiche, o un qualche moralista cianci a pancia piena del dovere del popolo affamato di sacrificarsi per ideali che non conosce e non comprende. No, in questo modo tradirebbe la sua missione tra il popolo! La nostra dev’essere una scuola nel più bello e più vero senso della parola, dove non si costringe, ma s’invita; dove ad ognuno vengono dati i mezzi di sviluppare le proprie attitudini personali, trovando negli altri, non ostacoli, ma aiuto; dove ognuno è il proprio e l’altrui maestro, e nessuno vuole, perchè più colto o più intelligente, imporre le proprie opinioni, ma cerca col ragionamento di persuadere. E noi non vogliamo neppure che questo nostro Fascio diventi un organismo chiuso in sè, che non partecipi alla vita delle nostre cittadette; anzi è nostra intenzione che le sezioni locali del Fascio aprano le loro sale di lettura e le loro biblioteche agli operai tutti, e non avversino, per meschine rivalità, le lodevoli iniziative degli altri nel campo della coltura. Inoltre il lavoratore ha bisogno di una razionale ginnastica per ridare al suo corpo quell’equilibrio di membra necessario alla perfetta salute, e che, purtroppo, egli in breve perde, costretto com’è nel suo lavoro giornaliero, a sviluppare soverchiamente certi organi a discapito degli altri. La gioventù ha bisogno di luce, d’aria e di moto. Accanto alla biblioteca sorga la palestra, questo è il consiglio che ogni giorno ripetono medici, scienziati e filosofi, e questa sia la massima a cui s’informi l’opera nostra nellTstria. (Approvazioni). E la biblioteca e la palestra si aiutino e s’integrino così da crescere alla patria e all’umanità una gioventù che non senta lo squilibrio tra il vigore della volontà e dell’intelletto e quello del corpo, e possa nell’azione portare oltre la forza della fede e dell’intelligenza, anche la violenza materiale. Le sezioni del Fascio dovranno dunque fondare in quei luoghi dove ancora non esistono, associazioni sportive e ginnastiche e appoggiarle dove ormai fioriscono. Noi non vorremmo però che voi vi creaste delle illusioni che venendo smentite dalla realtà delle cose, vi porterebbero allo scoraggiamento prima, all’apatia poi. Voi conoscete come me le condizioni delFIstria. Il popolo vi guarderà con diffidenza, e contro di voi si scagneranno reazionari e demagoghi, travisando ogni vostro atto, e vi chiameranno traditori e venduti. Ma nè maledizioni, nè calunnie potranno ritardare il nostro camini110 verso il progresso, la libertà e la giustizia; e tutti noi risponderemo con l’opera nostra intesa al miglioramento del popolo. La purezza della nostra