10 LUIGI G1RARDELLI rata dalla stessa come una delle tante sentinelle tedesche avanzate verso il mezzodì e favorite da potenti associazioni incuneatesi con la tenacità dei granchi, allo scopo evidente di far tabula rasa d’ogni nostra civile tradizione e contenderci il diritto di vivere e sentire italianamente. A snaturare vieppiù l’anima nostra, il governo favoriva l’infiltrazione slava, aizzandola e sguinzagliandola contro gli italiani di queste terre irredente, per farne degli automi che piegassero servilmente la groppa. Grave l’ora del pericolo sovrastante. 11 Bombi medesimo al congresso della Lega Nazionale nel 1910 disse: «Sex-ia è l’ora in tutte le terre dell’Adria; seriissima qui, dove si accanisce il sospetto, dove si acuiscono tutte le bramosie: ogni giorno nuovi tormenti e nuovi tormentati». Un occhio sagace e indagatore ben avrebbe potuto notare come sotto l’incubo d un tal regime s’andasse man mano affievolendo negli animi e offuscando la coscienza della propria individualità e ciò che nell’uomo v’ha di più sacro e inviolabile, cui non dovrebbe mai derogare a qualunque costo: il carattere e la dignità. Più non s’era padroni ormai d'entrare in un ufficio o in una bottega senza sentirsi gli orecchi olfesi da strani sermoni, di far due passi per le vie della città senza inciampare in uggiosi emblemi di casa d Austria. Avveniva persino d’imbattersi in taluni, che per paura d'essere vilipesi si sforzavano a parlar tedesco anche quando non lo sapevano. Così accadde, per addurre un esempio riferitomi proprio dal defunto nostro senatore, a uno dei podestà della Provincia nell’occasione d’una visita, che fece a Gorizia nel 1900 l’imperatore Francesco Giuseppe. Invitati nell’attuale Palazzo della r. Prefettura ad esporgli i loro desiderata, uno di questi, pettoruto e megalomane, volle parlare in tedesco, sperando così, chi sa mai, di cattivarsi meglio il favore del sovrano. Se non che vedendolo imbarazzato nel costrutto e nell’espressione e desiderando liberarlo da quel supplizio, l’imperatore gli disse: «Ma parli italiano, che ci capiremo meglio!» Potrebbe mai darsi vergogna e umiliazione peggiore? Bisogna d’altra parte convenire che accanto agli ignavi c’erano anche gli spiriti forti, i bravi e baldi patriotti, che vigilavano a tener vivo nei cuori il sentimento nazionale, risoluti a ogni cimento, a non mollare per nessuna ragione. Ma questa schiera di generosi, a lungo andare, non avrebbe più potuto resistere alla marea d’allogeni e di rinnegati d’ogni colore, tutti asserviti al carro governativo. Di giorno in giorno la vita diventava più insidiosa e insopportabile; pareva alle volte che una ignota mano di ferro ci stringesse alla gola.