324 FATTI, PERSONE, IDEE Per Santa Caterina e per San Francesco patroni d’Italia «Per la celebrazione a Trieste — 30 aprile 1940 ■— in onore di Santa Caterina da Siena primaria patrona d’Italia» è stata pubblicata una cartolina commemorativa, ove si ammira una imagine della Santa, disegnata da Cesare Sofianopulo con potente forza d’espressione e squisita decorazione di simboli. L’imagine è accompagnata da un inno composto dallo stesso pittore e musicato da Gastone de Zuccoli per organo (arpa), orchestra (d’archi) e coro (a tre voci bianche). Tra i versi dell’inno cogliamo quelli che a noi, ora, vanno più diritti al cuore: Or l’Italia Tu, patrona, nelle terre (¡’Oltremare al passaggio santo sprona. Su versi di Bice Polli, brevi strofe di ottonari ispirati a San Francesco, l’insigne storiografo della Basilica di San Lorenzo al Verano in Roma, prof. P. Giuseppe da Bra, organista e compositore di musica sacra, ha intonato un Inno al Poverello di Assisi. L’Inno è a due voci e pianoforte: versi e musica s’accordano mirabilmente in un’opera tutta vibrante di profondo misticismo. RICCARDO ZAMPIERI nel decennale della sua morte Zampieri è morto da dieci anni. Nessuna parola encomiastica o celebrativa potrebbe definirlo nel vigore delle fattezze morali e nell’impulso dell’azione patriottica meglio e più compiutamente di ciò ch’egli ci ha lasciato: la storia quotidiana della sua trentennale battaglia nella raccolta di un giornale e l’esempio umi- le e magnanimo della sua vita, che fu disadorna di ogni altra cosa o pensiero che non fossero dedizione all’Italia. Dopo dieci anni dalla sua dipartita, concitati di storia ma letificati di eventi risolutivi per la vita della nazione, più significativo che mai ci appare l’uomo che osò affrontare con un giornale un impero, fecondo il suo insegnamento nella disciplina perseverante, generosa e aita la trasmissione della fede e l’eccitamento delle energie nei discepoli, che vissero nel caldo alone della sua lungimiranza e respirarono nell’atmosfera incandescente della sua passione. Ora noi siamo gli eredi e i beneficati di quella fede, i portatori di quella coscienza e di quelle parole incitatrici e consolatrici sui destini sicuri della patria. Non vi è discontinuità di opere e di idee tra coloro che, come Riccardo Zampieri, hanno suscitato e compiuto la lotta per la redenzione di Trieste e l’unità d’Italia, e la generazione mussoliniaiia che, rivivendo storicamente nello spirito dell’unità italiana, si è maturata nella lotta e nella consapevolezza delle necessità imperiali dell’ora. Riccardo Zampieri, propagatore dell’idea di un’Italia unita e possente e libera, può essere considerato dalle nuove generazioni giuliane il puro e forte antesignano della guerra che noi stiamo combattendo, e l’anticipatore della missione e della responsabilità che il Fascismo ci ha affidato. Perciò egli rivive con tutta l’umanità del ¿suo amore italiano e l’intransigenza della sua lotta politica e la pertinacia della sua volontà nel ricordo e nell’affetto imperituro della città nostra e del suo destino. Questa spirituale sopravvivenza è giusto abbia anche manifesta espressione nel decennale della sua morte. Pertanto noi ci associamo fervidamen-al voto formulato dalla Stampa triestina che al suo nome intemerato sia dedicata una via della nostra città. Il camerata Federico Pagnacco, nostro condireiiore, ha avuto la sventura di perdere la Mamma, nobile esi= slenza spendasi a 88 anni, dopo una viia iuiia consa: crata alle cure di una numerosa famiglia e al lavoro. Al carissimo camerata e a iuiii i suoi familiari „LA PORTA ORIENTALE“ esprime le più profonde condoglianze.