LA XIV INTERSINDACALE DEGLI ARTISTI GIULIANI Ha arriso un successo veramente lusinghiero, a questa XIV Sindacale, tenutasi tra settembre e ottobre alla Galleria «Trieste» del Viale XX Settembre: un successo veramente lusinghiero sia per frequenza di visitatori e per numero d’acquisti che per l’eco di cordiale simpatia e di sincero apprezzamento che ha suscitato. Invero la Mostra di quest’anno, se non può dirsi superiore a quella dell’anno scorso, non le è stata forse nemmeno inferiore, ed ha comunque dimostrato come i nostri artisti abbiano lavorato con lena e serietà e con amore nonostante i tempi duri, sì che l’apprezzamento del pubblico e della critica è stato meritato premio alla loro onesta e decorosa fatica. L’Esposizione s’è dunque tenuta questa volta nelle sale della Galleria «Trieste», dove altre volte s’erano viste cose buone e meno buone, d’artisti nostri e forestieri. L’ambiente è meno vasto e meno luminoso di quello usuale del Padiglione del Giardino Pubblico, ma se la cosa è apparsa dapprima come un problema, s’è visto poi che la Galleria si confaceva all’uopo più che non si credesse, sopratutto per il suo carattere più tiepido e accogliente e per la sua posizione centrale, che ne ha fatto un ritrovo d’artisti, d’amici e di amatori anche dopo la chiusura della Mostra stessa. Tanto più che subito dopo s’è ottenuto dalla Galleria ciò che da parte di molti s’auspicava da anni: la destinazione permanente di una sala agli artisti che vogliono esporre qualche lor cosa: han cominciato per la pittura Stultus, Lucano, Sambo, Orlando, Moro, Righi e Cernigoi e per la scultura Carà e Mascherini. Ma nel giro degli stessi due mesi altre due o tre cose sono avvenute di cui, poiché siamo in argomento, merita dire: una prima mostra, cui altre ci auguriamo che seguano, nella buona saletta della nuova sede dell’Unione Professionisti e Artisti in via Imbria-ni, un’altra mostra di cose dell’Ottocento da Michelazzi, che s’è fatta assai ammirare e in cui qualche acquirente ha mostrato un’unione di buon gusto e potenzialità economica della quale si temeva perduta la traccia, e infine il nascere dell’iniziativa d’una mostra d’arte