FATTI, PERSONE, IDEE RICORRENZE L’evento della guerra, che impegna tutta l’attenzione e che accentra tutta la passione della Nazione in armi, non ha consentito di fermare la mente su eventi della passata guerra mondiale, dei quali quest’anno ricorreva il venticinquesimo anniversario. Nella storia, che vibra con la potenza e con la velocità degli aerei che solcano i cieli di tre continenti, la umanità protesa verso il suo nuovo destino non può sostare per guardare indietro: cammina duramente e celermente verso il futuro che si apre su orizzonti sempre più ampi. Cosi noi giuliani non abbiamo avuto quasi il tempo di ricordare che, venticinque anni or sono, tra il 18 e il 19 luglio, sul Podgora squassato dalle artiglierie, duecento volontari irredenti di Trieste, del Goriziano, dell’Istria, si lanciavano all’assalto — in un cruento battesimo del fuoco — contro le munitissime posizioni nemiche per consacrare, con la prova del sangue, il diritto d’Italia su queste contrade, allora soggette allo straniero. Quattordici giuliani caddero sull’insanguinata collina a testimoniare l’italianità delle Giulie. Così non abbiamo quasi avuto il tempo di ricordare che il 14 settembre del 1915, sul Pai Piccolo, cadeva Ruggero Timeus, robustissima tempra politica, vero antesignano di quel movimento imperialista che trovava, pochi anni dopo, la sua incarnazione e la sua più alta positiva espressione nel Fascismo mussolinia-no. Figlio eletto e prediletto di Trieste, consacrava con il sacrifìcio della fiorente splendida giovinezza la propria fede e le proprie idee. Come Scipio Slataper, il cantore meraviglioso del «Carso», che —- il 3 dicembre 1915 — sul Podgora chiudeva in gloria una vita di poesia, di umanità, e di battaglie. Ricordiamo perciò, nelle frementi ore che passano, i caduti del Pog-gora, e — per tutti i nostri caduti giuliani del ’15 — ricordiamo Ruggero Fauro e Scipio Slataper morti per la libertà di Trieste e per la grandezza d’Italia Giuliani cke ai fanno onore in guerra La medaglia d’argento sul campo è stata concessa a Carlo Chelleri, da Trieste, tenente di vascello, osservatore, — e a Enzo Martizza, da Mon-falcone, tenente pilota )R. Aeronautica) — («Piccolo», 29, X, 5, XI, ’40). La medaglia d’argento al valor militare è conferita anche a Marino Tornò, di Trieste, elettricista; — la medaglia di bronzo al ten. di vascello Raimondo Morpurgo, per l’affondamento del sommergibile inglese «Nor-qual»; — a Silvio Dolli, da Trieste capomeccanico; — a Gastone Ghersi-nich, da Fiume, sergente mecc., — a Guerrino Giuricich, da Pola, sottocapo cann. p. s. (R. Marina). Il caposilurista Angelo Renato Bianchi, d’isola d’Istrìa, è caduto eroicamente in combattimento e sepolto nel Cimitero di Bengasi. («Piccolo», 6, X, ’40). In combattimento navale è caduto Nevio Posàr, di Trieste, ventunenne. Al fratello Guido Posàr-Giuliano, nostro carissimo collaboratore, e a tutti i suoi familiari, le nostre profonde condoglianze: gloria alla giovine esistenza sacrificatasi per la vittoria della Patria. La scuola di Ronchi dei Legionari Nel maggio u. s. il Provveditore agli Studi Giuseppe Reina spediva il seguente telegramma al Duce: „Da Ronchi, onde mosse Guglielmo Oberdan, precursore e martire, da Ronchi onde il Poeta Soldato iniziò la marcia per riscattare Fiume all’Italia, educatori e scolaresche vogliono Vi giunga in questa ora piena di destino il loro grido di fede e di passione. Vi rinnovano inoltre voto ardentissimo più volte manifestato concederci atto onore intitolare queste scuole a Voi per ricordare che in un’aula 'scolastica, trasformata in ospedale da campo di Ronchi dei Legionari di Oberdan e di d’Annunzio,