78 BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO Ma su Luigi Rizzo, pur essendone stato scritto spesso in articoli e opuscoli celebrativi, non esisteva un’opera biografica completa che in sè raccogliesse il vario materiale edito ed inedito, fino a quando ,a tale bisogna non provvidero il compianto Alberto Pucci, che fu accanto all’Eroe dagli inizi della guerra sino all’immatura morte avvenuta lo scorso anno, e il camerata Emilio Marcuzzi. Il Pucci era stato dapprima segretario addetto al Comando della Marina di Grado e conobbe dalla preparazione all’epilogo ogni impresa compiuta da Luigi Rizzo partendo dalla cittadina lagunare, ed egualmente fu dopo Caporetto, quando i presidi marittimi furono spostati sul Basso Piave; e ancora il Pucci fu collaboratore fedele e prezioso dell’Eroe quando questi, dopo la Redenzione, passò al Comando marittimo di Trieste e infine quando, vieppiù cementando i vincoli che lo legavano alla città per cui aveva tutto osato e tutto sfidato, venne a presiedere il «Lloyd Triestino». In tanti anni egli con amorosa cura raccolse il materiale necessario ad una compiuta e documentata biografia, ed Emilio Marcuzzi, che già ripetutamente aveva scritto su Rizzo in giornali e riviste, si pose al lavoro per coordinare tale materiale e farne un’opera organica di rievocazione storica. E’ a dire subito che questo libro che n’è venuto ha una vivezza, una semplicità di stile, una scioltezza narrativa che ben s’attagliano al carattere avventuroso eroico delle imprese che ne costituiscono la parte centrale, mentre d’altro canto una solida ed adeguata documentazione s’inserisce o chiosa il testo pur senza mai appesantirlo. Ci è dato così di seguire l’attività bellica di Luigi Rizzo, dopo l’infanzia marinara e i primi servizi di guerra, al comando dei Mas di Grado, 1 arma più adatta alla sua tempra di ardito del mare. Da qui i primi assaggi e le prime audaci incursioni nel golfo di Trieste, con un’opera assidua e tenace, preziosa quanto silenziosa. Siamo quindi presto all’af-fondamento della «Wien» nel porto di Trieste, alla Beffa di Buccari con Ciano e d’Annunzio, alla gesta di Premuda con l’affondamento della «Santo Stefano», che Mussolini esaltò all’indomani sul «Popolo d’Italia»: Pensale a Rizzo e ai suoi compagni, ìli pochi hanno vinto una battaglia... L’azione ha ragione degli schemi consegnali nei libri. L’azione forza i cancelli sui quali sta scritto „vietato”. ! pusillanimi si fermano, gli audaci attaccano e rovesciano l’ostacolo... L’Affondatore, il vendicatore di Lissa, appare in queste vive pagine in tutta la sua eroica figura, che la modestia non che diminuire rende maggiore, tipica. Seguono pagine sulla parte avuta nell’impresa fiumana e sulle onoranze rese dalla Patria al suo Eroe, dalle promozioni per merito di guerra alle medaglie d’oro, alla contea di Grado. Bella e compiuta rievocazione, che ci è caro sia stata scritta a Trieste e da un triestino, e che reca ancora un contributo alla fulgida storia del valore italiano in guerra. Mario Pacor MUSEO DEL TEATRO COMUNALE «GIUSEPPE VERDI» -Esecuzioni e celebrazioni verdiane a Trieste - Tipografia del P. N. F., Trieste 1939 - pgg. 75. Frutto d’un’attenta, diligente ed amorosa opera di ricerca, di catalogazione, di riesumazione, quest’opuscolo reca un contributo, che va equamente segnalato, alla storia cittadina dell’Ottocento, alla storia di Trieste musicale. Non è, si badi, come a tutta prima potrebbe apparire,