44 ALDO MATTEI una compagnia comandata dal cap. Martini, ed alla destra, in montagna, una compagnia al comando del cap. Nikic. Fra le case anteriori del borgo, alla cosidetta «Fontana Santa», erano schierati i tiratori, scelti dell’8. Confinari, le altre truppe si tenevano accuratamente nascoste. Poco prima dell’inizio del combattimento, giunsero due compagnie del G. Confinari, con 2 cannoni da 3 libbre, venute a dare il cambio a quelle dell’8. Naturalmente, furono subito trattenute a disposizione. L’attacco contro Fontana Santa fu iniziato alle 3 del mattino dal Vice-Re in persona, alla testa di 2 battaglioni della Guardia Reale italiana, i Cacciatori a cavallo (il rapporto austriaco parla, invece, di 2 squadroni Dragoni Regina e una batteria a cavallo), mentre un battaglione volgeva a destra ed uno a sinistra, per aggirare gli austriaci. Milutinovic sperava che le colonne d’aggiramento si scontrassero a Visnja Gora coi rinforzi, da lui chiesti al gen. Rebrovic, ma alle 16 ciò non era ancora avvenuto ed i suoi uomini, vedendosi circondati, davano già segno di panico, sicché ci voleva tutta l’energia per tenerli fermi. Allora il colonnello ordinò alla compagnia Nikic di lanciarsi contro la colonna aggirante, la quale azione ebbe brillante successo. I francesi, però, andavano preparando l’attacco principale contro l’ala tenuta dalla compagnia Martini, dove Milutinovic si vide costretto ad impegnare tutte le sue truppe per sostenerla. Scendeva la notte, quando finalmente giunse la notizia che Rebrovic s’avvicinava ed il Vice-Re, intuitala anche lui, ordinò alle 21 la sospensione del fuoco e si ritirò, dopo aver perduto 300 uomini tra morti e feriti, 2 ufficiali e 95 uomini prigionieri. Gli austriaci ebbero 47 tra morti e feriti. Le truppe vice-reali s’erano battute con molto valore, ma sempre col convincimento d’aver di fronte forze assai superiori. Il col. Vaudoncourt, storiografo della campagna, accenna ad «una schiacciante prevalenza dell’avversario» (e sottace anche la presenza del Vice-Re nell’azione). Nel combattimento si distinsero i veliti italiani, da poco riorganizzati dal loro comandante, Conte Cesare de Laugier. Lo stesso giorno, 13 settembre, due battaglioni di linea francesi eseguirono un’operazione contro Zalog, dov’erano tre compagnie del 7. Confinari, comandate dal magg. Hugo Rheinbach. Dopo accanita resistenza, queste ultime, nella notte, sgombrarono la località, ritirandosi sul Corpo Rebrovic (un battaglione del 52. Fanteria, un battaglione del 6. Confinari, un battaglione del 7. Confinari, un battaglione dell’8. Confinari, due squadroni Ussari di Radetzkv), dislocato sull’Ursna Gora, 15 km ad est di Visnja Gora. Il successo di Zalog ed il fatto che il gruppo Folseis, malgrado la cattura della Brigata Belotti, era rimasto fermo a Kamnik, convinse il comando francese che l’avversario aveva scarse forze nel settore di Celje, ma in compenso ne aveva molte tra Visnja Gora e Lippa. Il 14 settembre Eugenio, con tutta la Divisione Marcognet (meno il 59. Fant. lasciato al ponte di Cernuce) e con 4 battaglioni della Guardia Beale, mosse contro Smarje e trovandola sgombrata, avanzò fino a Visnja Gora,