Riverberi della storia della Carboneria e della G. I. nella Trieste del 1821 173 le sue frequenti soste. Altri, più degnamente, con l’esame di un vasto materiale storico che sarà dura fatica raccogliere e consultare ma che pure esiste conservato, potrà un giorno svolgere tale studio sulle società segrete a Trieste nella prima metà del secolo scorso. Nella loro attività, seppure molto limitata, almeno alla superficie della vita politica, si potranno trovare le lontane premesse storiche del primo movimento irredentistico, del quale vennero quasi a determinare il substrato per il suo sviluppo. Fra questi documenti si potrà allora trovare accennato ancora il nome dell’Argenti e quello del capitano dalmata. In questo scritto l’autore non intese che rievocare la figura singolare dell’Argenti, così come viene descritta dal Barbiera e come il nonagennario Veronese la ricordava. Fu la tranquilla farmacia Zampieri un centro d’azione della Giovane Italia? Forse ciò non pare, perchè l’Argenti non avrà voluto compromettere troppo i suoi amici e avrà preferito trasformare la propria agenzia quale base della sua attività politica. La polizia, del resto, limitò la sua azione soltanto verso l’Argenti e il capitano dalmata e non toccò la farmacia. Ciò fa supporre che realmente l’Argenti agisse del tutto segretamente e cercasse non di svolgere una vasta propaganda, quanto soltanto di creare dei centri nelle varie città sui quali poteva appoggiarsi l’azione rivoluzionaria. Questa la breve storia della vita di un grande soldato della Causa mazziniana nella Trieste di cent’anni fa. In essa si riverbera la passione italiana di queste terre che fu sempre viva nelle coscienze e nella fede del nostro destino, prima ancora che divenisse movimento politico, prima ancora che si trasformasse in quella impetuosa corrente d’irredentismo che il martirio illuminò con la sua luce di gloria. LEONE VERONESE (1) BABUDRI - La Badia di S. Michele Sottoterra, p. 46. LA LIBERTA’ NEL MEDITERRANEO / chiavistelli inglesi di Gibilterra e di Suez dovranno saltare. Soltanto allora l’Italia potrà considerarsi libera in casa propria.