182 BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO nianza di uno studio particolare dedicato al geniusloci di Zara, san Girolamo, e per il culto di Virgilio, ma più interessante ancora perchè ci immette nella vita viva di quegli anni tempestosi, in cui l’autorità e il prestigio della Chiesa cattolica erano minati dalle eresie e dagli scismi e dalle lotte politiche e nazionali che ne derivavano o che se ne alimentavano. Frate Lodovico è un francescano in cui vibra l’anima del riformatore, legalitario, antieretico, ma riformatore : cioè, di marca italica, fedele alla disciplina e alla gerarchia, ma contrario agli abusi e alla fede senza le opere o alle opere senza la fede. Vi sono pagine di plastica eloquenza contro la decadenza etica dei religiosi e pagine altrettanto energiche per il rafforzamento dell’autorità papale. «Nè ciecamente italiano nè settariamente sostenitore del papato : egemonia sì, ma non temporale». Per le sue chiare idee sui limiti dei poteri (spirituale e statale) si direbbe un precursore di fra Paolo Sarpi. Lo Ziliotto, nella penetrante analisi del Dialogo, mette in rilievo giustamente la «venezianità» dell’autore, venezianità che non restringe tuttavia l’orizzonte della sua visuale religiosa, e ciò emerge soprattutto dall’apostrofe alla Grecia per esortarla ad unirsi alla Chiesa romana e dalla concitata invettiva contro la guerra di sterminio condotta dagli hussiti. Il misticismo medioevale, fondato sui sogni e sulle visioni, assume efficaci movenze di oratoria classica : siamo nell’atmosfera dell’umanesimo. Ferdinando Pasini BICE POLLI, Il raggio oltre la fronda, liriche, Udine, Tipografia D. Del Bianco e f. 1940-XVIII, pp. 95 (I. 10). Ho inteso recentemente, in una serata di poesia, Bice Polli a recitare parte di un poemetto di suo padre Edoardo sopra Francesco d'Assisi. La grazia semplice dell’espressione lirica, l’irfmediatezza nell’in-terpretare le sensazioni suscitate dagli spettacoli della natura, l’umanità de’ concetti, divenuti regola di vita individuale e sociale, sono passati dal padre nella figlia. E’ ci'ò che vuol significare ella stessa intitolando Il raggio oltre la fronda il suo novello canzoniere che fa seguire ora a Candore (efr. «La Porta Orientale», III 615 sg.). Ama l’ariosilà delle forme moderne la Polli, ma si tien lontana dalle eccentricità metriche e stilistiche dell’avanguardismo. Le tanke giapponesi, rese popolari fra noi dal perfetto buon gusto di Mario Chini, sono per lei sempre nuove: e chi può darle torto, Anch’ella sa chiudere nelle loro agili, brevi, armoniose strutture epigrammatiche pensieri e sentimenti che vanno dall’umoristico al patetico, dall’ironico all’elegiaco, dall’idillico al sentenzioso ? Per esempio : Il fremito. Annotta. Sento, al viso, un fremito improvviso. E’ la tua mano. Plasma carezze al volto fiso. Dov’è, dov’è il fantasma? Dopo tanti poeti che hanno stemperato il motivo in narrazioni autobiografiche di sggni, di visioni, di rimembranze, piace vederlo riassunto e, per così dire, inciso in questo breve momento di reviviscenza cui bastano pochissimi accenni per farci imaginare e sentire il romanzo intimo di due pei’soije. Di questi trasalimenti delicati eppur non superficiali è tutto pieno il volumetto, e vi trovano, anche, sviluppi dove la suggestione si prolunga con arte che sa sostenersi e muoversi con passaggi rapidi e disinvolti, impegnando di più la fantasia. Per esempio, Limpidezze : un benvenuto all’aprile, con plastiche personificazioni, che sono d’una schietta venustà classica e per niente scolastica. Lucentezze e Tenerezze sono quadretti di campagna con profumi e colori e tratti di paesaggio che vengono direttamente dal vero, contemplato con sensi lucidi e pronti. «Il cuore mi rinasce ogni mattino» ... Che bel verso d’avvio che avrebbe fatto felice uno de’ più bravi poeti di maggiolate della nostra rinascita quattrocentesca! Ma tutti gli elementi sparsi ne’ vari canti sanno raccogliersi in un componimento unico per concretare una Serena-tina di squisito sapore romantico : romanticismo dei tempi in cui si amava cullarsi nelle fantasticherie da trasognati. Qui però nulla di narcotizzante o da rinunciatario dell’esistenza, che si rifugi nella campagna per sottrarsi alle spesso più dure circostanze del vivere cittadino. E’ un dolce «naufragare» leopardiano, un assorbirsi nella meditazione interiore la quale nasce via via che si osserva fuori di noi le meraviglie del cielo, della terra, del mare. Una vela latina che scivola leggera sull’acqua. Un barbaglio di sole tra