36 ALDO MATTEI stato nominato il sig. Tercy, cui il Duca scrive: «Preservate da inutili timori i vostri amministrati; sorvegliate tutti quelli che spargono le ciarle. Richiamate gli illirici a sentimenti d’ordine c di coraggio che li hanno altre volte illustrati. Se gli austriaci avranno la follia di penetrare fino a noi, vi darò le forze necessarie per respingerli». Purtroppo gli austriaci quella follia dimostravano d’averla sul serio, e l’atteggiamento ostile della popolazione verso il crollante regime inviso cresceva in proporzione. L’«Osservatore» del 25 agosto segnala: «11 sig. Intendente della Croazia Civile, accompagnato dal Commissario Speciale Mussich (quello stesso già destinato a Karlovac) si recò ieri da Fiume in ricognizione verso Mrzla Vodica, ma al ritorno venne attaccato da paesani armati d’ascie e coltelli, che diedero più colpi al Mussich, producendogli sei ferite, alcune ben gravi. Il Mussich riuscì a salvarsi. Invece il sig. Intendente venne legato e consegnato ai nemici». Il 26 l’«Osservatore» vuol dar un conforto ai suoi lettori: «E’ passato da Postumia il Corpo del Gen. Pino e s’attende ora colà una nuova divisione, che dovrà rimanere a disposizione del gen. Fresia». E’ evidente l’intenzione d’incuter paura al nemico. Il 27, come se nulla fosse, Trieste festeggiò il genetliaco di Maria Luisa e la sera vi fu illuminazione in onore del Duca d’Otranto, arrivato in giornata. Il 29 fu consegnata la Croce di Guerra al gen. Fresia, comandante militare dell’Istria. E fu festeggiata la notizia che Napoleone aveva sbaragliato gli austriaci, togliendo loro 40.000 uomini. Stava nella tattica dell’astuto Fouché il tener «elevati gli animi», in modo da evitare aperte rivolte. E la storia gli riconosce il merito d’esser riuscito con ciò a sgombrare l’Ulirio, portando in salvo quasi al completo le casse e gli archivi più importanti. Il 30 agosto l’«Osservatore» ha da Fiume: «La ritirata precipitosa da Iiarlovac ha costretto il gen. Garnier a lasciar Fiume lino a che la divisione che deve riprender Karlovac avrà operato il suo movimento. Questo bravo generale, il quale non ha abbandonato Fiume che contro sua voglia, ha preso posizione sopra le alture della città e ieri inviò il Capo Battaglione Becki in ricognizione sino ai posti di Fiume. Trenta o quaranta ussari con 150 fanti avanzarono contro di lui, ma il Becki ordinò il fuoco e due ussari caddero morti e diversi furono feriti. Alcuni soldati croati, spaventati dal numero del nemico, ebbero la viltà di disertare. La viltà di questi miserabili fa tanto più considerare il merito dell’azione». E il corrispondente soggiunge: «Dacché gli austriaci sono entrati in questa città, siamo oppressi dalle requisizioni. Tutti i generi trovatisi nei magazzini furono presi e venivano pagati coi buoni e carta». Il fatto d’armi cui si allude sopra è quello di Sappiane. Da Postumia, l’«Osservatore», in data 30 e 31, annunciava che una brigata era partita di là, dirigendosi su Karlovac ed un’altra aveva preso la strada di Lubiana. Il suddelegato governativo di Postumia aveva ricevuto l’ordine di preparare i foraggi per due reggimenti di cavalleria in arrivo dalla Spagna. Il 29 agosto, a Fiume, si presentò al gen. Nugent il capitano a riposo Giuseppe Lazzarich, già primotenente nel Battaglione Volontario Triestino