BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO F. SALATA - Ministri degli Affari Esteri del Regno d’Italia: Il marchese di San Giuliano, in «Storia e Politica Internazionale», I.S.P.I. -Milano, Fase. 1, 31 marzo 1940-XVIII, pp. 5-26. In questo fascicolo della Rassegna «Storia e Politica Internazionale» Francesco Salata traccia una ben riuscita sintesi che tocca al vivo quello che maggiormente ci interessa nella figura Sei marchese di San Giuliano: l’uomo politico e l’uomo di Governo. La conoscenza di lingue antiche e moderne, numerose letture agggiornate e ponderate, frequenti viaggi intrapresi fino dall’età giovanile con attento e serio studio di paesi, pòpoli, ambienti e problemi, finezza di gusti e di abitudini e rapporti ed amicizie con personalità rappresentative di molti paesi hanno con, sentito al marchese di San Giuliano di realizzare rapidamente molte delle sue ideazioni e risoluzioni nei vari settori della politica internazionale che egli dominava con felice intuizione e con ferrea memoria. L’esperienza diplomatica acquisita rapidamente nelle ambascerie di Londra e di Parigi venne applicata a due riprese nei quasi cinque anni della sua permanenza alla Consulta. Le raccolte di documenti diplomatici stranieri pubblicate dopo la guerra mondiale e specialmente quelli austriaci sfatarono l’accusa fatta ad Antonino di San Giuliano di triplicista ad oltranza. Egli ha avuto della funzione dell’Italia nel mondo un concetto che oggi si direbbe totalitario. All’integrazione dei confini naturali della Patria fa riscontro nella sua mente il problema adriatico, nel senso più ampio, e vi si associa l’espansione balcanica che fa capo all’Albania, per concludersi organicamente nel Mediterraneo nel quale egli voleva che l’Italia conquistasse uno dei primi posti; dall’Anatolia a Rodi, dalla Libia a Tunisi, senza possibilità di rinunzie, compensi e baratti tra l’una parte e l’altra del programma. Il marchese di San Giuliano ebbe una visione netta, che si può dire anticipazione, del problema coloniale considerato in funzione imperiale da una parte e di potenziamento interno dall’altra, in rapporto all’eccedenza demografica da non sperperare più in terre metropolitane e coloniali appartenenti ad altre Potenze. La rievocazione del suo nome tra i precursori della conquista dell'impero e dell’unione dell’Albania mette in evidenza la parte che nella sua diuturna opera ebbe la preparazione lontana di eventi gloriosi del nostro tempo o almeno la consapevole gelosa preservazione di situazioni e diritti, donde le rinnovate energie dell’Italia fascista poterono riprendere e portare alla mèta trionfale aspirazioni essenziali della sua vita. I discorsi, gli scritti politici e le lettere personali sono le fonti principali della ricostruzione organica e la visione sintetica della vita di un uomo di Stato. Francesco Salata possiede una parte dell'epistolario del marchese di San Giuliano, che sembra essere di altissimo valore storico-politico. Quando verranno pubblicate tutte le lettere apparirà in nuova luce l’opera del Ministro degli Affari Esteri nel Gabinetto Salandra; infatti da esse si rileva la nobilissima, disinteressata dedizione alla causa dell’uomo già calunniato. Con questo interessantissimo studio Francesco Salata ha dato un forte contributo alla conoscenza più completa ed al più giusto apprezzamento di .certi atteggiamenti ancora non bene delineati e compresi nella figura del marchese di San Giuliano. Livio Chersi GIULIANO GAETA - Trieste durante la guerra mondiale - Opinione pubblica e giornalismo a Trieste dal 1914 al 1918 - Trieste - Ed. Delfino - 1938-XVI, pp. 163 (1. 15). Questo lavoro del dott. Gaeta è ^affermazione di una fervida ed originale personalità di studioso» e rappresenta «un altro dei buoni frutti del nostro insegnamento di storia del giornalismo». Cosi si legge nella prefazione dettata da Paolo Orano. Ma noi vogliamo aggiungere che «Trieste durante la guerra mondiale» non è solo un libro interessante per gli studiosi, bensì anche un’opera che si legge con diletto, perchè è viva di persone e di fatti, perchè sulla scena della Trieste della guerra agiscono figure a pieno contorno e a distinto carattere, senza un solo atteggiamento studiato o caricato o scomposto, con movenze e motti pienamente naturali. Molti sono i giornali e le riviste di Trieste e di fuori che hanno trattato di questo libro, e tutti plaudendo, senza for-