IL LLOYD TRIESTINO «L’Istria» del Kandler e vari giornali nel ’48. Merita di essere ricordato fra questi «Il Telegrafo della sera», liberale e nazionale. Nel 1849 venne ufficialmente costituita la «Terza sezione artistico-letteraria» del Lloyd, fenomeno unico nella storia delle grandi imprese economiche europee, dovuto alla funzione totalitaria che il fattore economico esercitò in tutti i settori della vita cittadina. La terza sezione diede vita a 4 specie di pubblicazioni, giornalistiche, tecnico-scientifiche, artistiche e letterarie, a molti giornali, fino al primo numero delia «Nazione», uscito il 1. novembre 1918, a riviste, come quelle «Letture di famiglia» (1851-1862), che furono la prima grande rivista illustrata italiana e vantarono i migliori collaboratori di tutta la nazione, a molte opere di lusso in formato grande e con incisioni in acciaio, a pubblicazioni turistiche, ad annuari, a strenne, a guide. E’ bello notare che la terza sezione fu l’editrice di quasi tutte le opere del Kandler, delle lettere del Rossetti e dei volumi di Attilio Hortis: questi tre nomi compendiano un secolo di vita e di lotta nazionale. Ma la collezione più bella e ardita che la terza sezione vanti è la «Biblioteca classica» concretata nel 1856 e diretta da Antonio Racheli, allora professore a Trieste. Varie difficoltà di vario ordine, ma soprattutto finanziarie, impedirono che tutto il programma fosse attuato, ma fu ed è titolo d’onore insigne per il Lloyd e per la nostra città l’aver edite tutte le opere dell’Ariosto, del Varchi, dei Villani, il Teatro deH’Alfieri e del Metastasio, il Teatro Classico Italiano del 500, le Vite del Cavalca e quelle del Vasari. Mi piace riportare il giudizio d’un poeta e critico sommo, Giosuè Carducci, che così scrisse della Biblioteca Lloydiana all’amico Chiarini: «Io mi sono associato (non ti spaventare) a una Biblioteca classica italiana che si stampa a Trieste, la più economica e la più bella e compita che sia stata fatta mai. Escono due dispense al mese, di cinque fogli di stampa in quarto massimo; stampa compattissima, ma bella; carta buona; tipi ottimi. E ogni dispensa costa un paolo. Ne sono uscite 86 dispense che ho preso, non però anche pagate. E comprendono (senti quanta roba): Cronache dei tre Villani; Vite dei SS. PP.; Teatro classico italiano (Ambra, Lo-renzin de’ Medici, la Calandria, le due del Firenzuola, la Suocera del Varchi, la Spina e il Granchio del Salviati); e Opere intiere, con due lettere inedite, dell’Ariosto; le Opere del Vasari; le Opere tutte del Varchi, tutte del Metastasio; tragedie dell’Alfieri. E in tutte queste opere le note migliori di tutte l’edizioni, comprese le Le Monnier. La collezione comprenderà tutte le opere citate nel Vocabolario, più quelle riconosciute classiche dal consenso generale della Nazione. Nè v’è pericolo che manchi: essendo impresa libraria del Lloyd austriaco, che è la più potente società commerciale del continente d’Europa.» — (G. Carducci Epistolario, ed. Zanichelli, voi. II pag. 293). Dopo il trionfo della reazione nel 1849 grandi difficoltà si frapposero all’espansione e all’ascensione del Lloyd: il marasma dello Stato austriaco ed il deprezzamento della sua valuta, la crisi generale economico-politica, le guerre di Crimea e d’America, l’eccessivo ritardo nel compimento delle congiunzioni ferroviarie tra Trieste e il retroterra, la concorrenza di altri stati. Ma esse non fiaccarono l’audacia e la fermezza della società triestina, che prese l’iniziativa di linee fluviali e lacustri sul Po e sul Lago Maggiore (1852-1859), tentò nuove linee a ponente fino a Barcellona, assestò e rinforzò le posizioni raggiunte nel Mediterraneo orientale, spingendosi via via