LA CAMPAGNA TRA FRANCESI E AUSTRIACI NELLA VENEZIA GIULIA ED A TRIESTE NEL i8i5 E’ completamente dimenticata una campagna che, seppure non fu molto ricca d’eventi> ci conferma un insegnamento utile anche all’epoca nostra e perciò ci appare opportuna per esser ricordata, anche se fu combattuta da stranieri contro stranieri, nelle cui file, però, sia dall’una come dall’altra parte militarono italiani, spesso distinti per episodi di schietto valore. Attingendo alle principali fonti disponibili (Relazione del colonnello austriaco von Holtz, Storia della Campagna del colonnello francese Vaudon-court, ecc.) abbiamo voluto quindi compilare un quadro esauriente dell’avve-nimento. E facciamo notare subito che nelle operazioni svoltesi non si rilevarono genialità di Capi, che preoccupati ed incerti furono i francesi, lenti e poco intraprendenti gli austriaci e l’unica personalità militare che s’eleva al disopra della media è un comandante in sottordine di questi ultimi, il Generale Maggiore Nugent, il quale, guidando un piccolo distaccamento d’ala, sviluppò audacia ed iniziativa bastanti per vincolare a sè un intero Corpo d’Armata ed in seguito distogliere addirittura il Comandante Supremo nemico dalle sue intenzioni iniziali. Questa conferma del concetto «anche un piccolo corpo, se debitamente animato, può aver ragione di grandi forze» ci è sembrata da sola bastante a render meritevoli di ricordo quei fatti e, nel mentre ci riempie di fiducia ed orgoglio il vederla applicata oggi come base per l’addestramento del nostro esercito, siamo lieti d’averla veduta affermarsi proprio nella nostra regione, seppure da un generale non nostro. I PRELIMINARI Ai primi di maggio del 1813, il Vice-Re Eugenio, tornato a Milano dalla Grande Armata, ricevette l’incarico di formare un’armata per l’eventualità d’una guerra contro l’Austria, con la dislocazione seguente: un corpo in prima linea tra Padova - Treviso - Bassano; un corpo in seconda linea tra Vicenza - Verona - Rovereto; un corpo in terza linea fra Mantova - Bozzolo - Montechiaro; una divisione italiana a Brescia; la cavalleria tra Cremona - Valeggio - Castiglione delle Stiviere. L’Armata doveva constare di 5 divisioni, più una di cavalleria ed una di riserva (da formarsi a Montechiaro); complessivamente 66 battaglioni, più 6 della Guardia Reale italiana, residenti a Brescia, sede del Gran Quar-tier Generale. Di queste truppe, 12 battaglioni sarebbero stati mandati dalla Francia.