38 ALDO MATTEI Il 10 andò ad occupare Pinguente, la cui guarnigione (territoriale ve-neto-ital.) s’arrese. Il giorno 11 occupò Capodistria, davanti alla quale erano anche comparse due navi inglesi, e conquistò 7 cannoni. Nel frattempo aveva ordinato a Deutz di marciare su Pola. La guarnigione di quella città non era disposta a capitolare, ma quando comparve nel porto un brigg inglese, con a bordo 80 soldati di Otocac insorti, il comandante si decise a consegnar le armi (12 settembre). Pola non era a quell’epoca, porto fortificato, ma i francesi v’avevano preparato dei trinceramenti provvisori dalla parte di terra. Essi disponevano di 57 cannoni, che furono tutti ricuperati dal Deutz. A Capodistria, Lazzarich si dedicò immediatamente alla formazione d’un battaglione territoriale. Ivi, per le sue alte benemerenze, lo raggiunse la nomina a maggiore e l’Ordine di Maria Teresa. (Fu in seguito elevato al Baronato col titolo «de Lindaro» e proseguì nella carriera militare fino al grado di Maggior Generale; mori a Vienna nel 1859). DI NUOVO IN CARINZIA. Per mettere in effetto la progettata azione contro Tarvisio, Hiller trincerò delle forze a Feistritz. Le intenzioni austriache non erano sfuggite al Vice-Re, che il 6 settembre, alle ore 3 del mattino, mandò al gen. Grenier l’ordine d’investire la predetta località. D’altro canto, le forze francesi s’erano gradatamente distese per la Go-renja, collegandovisi con le truppe dèi Corpo Pino e singoli fatti d’arme erano già avvenuti anche in quel settore. Il 26 agosto, infatti, il Vice-Re aveva ordinato alla Brigata Belotti di prendere il Ljubel ed il generale partì da Lubiana con 3 battaglioni e mezzo squadrone. Il Ljubel era difeso, presso St. Léonard, dalla 2. e 1. compagnia del 9. Battaglione Cacciatori il resto del quale stava ad Unter-Loibl, al comando del ten. col. Gòldlin. Il gen. Belotti, con 4 compagnie, attaccò in persona la l.a compagnia comandata dal capitano Moli. Questi, pur disponendo di soli 192 uomini, ebbe presto ragione delle reclute inesperte franco-italiche, guadagnandosi l’Ordi-ne di Maria Teresa. L’«Osservatore» dava, da Trzic, la seguente relazione sull’avvenimento; «Il gen. Belotti, dopo aver ottenuto vantaggio sul nemico, lo ha inseguito fino ai trinceramenti del Ljubel. Un battaglione di giovani coscritti, elettrizzati dal successo, diede l’assalto alle trincee, ma ha dovuto ritirarsi. Un elogio va al maire di Trzic, Pagliaricci ed alla sua signora madre, per lo zelo dimostrato nel dar aiuto all’azione, respingendo un colpo di mano nemico». Il Belotti ripiegò su Kranj in disordine e vi venne attaccato dal 9. Battaglione Cacciatori, sceso dal Ljubel e dal 1. battaglione e Battaglione Territoriale del 27. Fant. (col Paumgarten). Il generale dapprima resistette nella città, ma nella notte il col. Paumgarten ordinò alle sue truppe di far un gran baccano, ed allora il Belotti, credendosi accerchiato da chissà quali forze, chiamò a sè il podestà, si fece rilasciare una dichiarazione in cui si accertava ch’egli doveva ritirarsi di fronte a 800 austriaci e ripiegò poscia a Medvode, dopo aver perduto 4 ufficiali e 120 uomini prigionieri.