BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO 337 NINO SALES - Missioni ¡speciali della Terza Armata - Udine - I.D.E.A. - 1940 - pp. 250 (1. 14). Nino Sales ha iniziato, per gli eleganti tipi dell’istituto delle Edizioni Accademiche, una sua collana d'acciaio dedicata alla guerra segreta sui fronti italiani 1915-18. Egli intende così, nel campo della più vasta bibliografìa italiana sulla grande guerra, riempire il vuoto quasi assoluto ch’è ora al posto dell’importante settore della lotta segreta: l’assunto richiede passione, energia, studio e lavoro quant’altri mai, ma il primo libro della collana, testé uscito, ci indica chiaramente che il Sàles è uomo da affrontare la prova e da vincerla. Ge lo auguriamo e 10 auguriamo al nostro autore, per l’importante contributo che ne potrà venire agli studi sulla nostra guerra. Gli informatori sono definiti dal Sàles, in uno dei primi capitoli, soldati che ri-nunziano alla bellezza del combattimento puro, che è esaltazione delle più nobili virtù guerriere d’un popolo, per andare a combattere una ben più ardimentosa e angosciosa battaglia sulle retrovie del nemico, dove dovranno affrontare le più assillanti incognite, in drammatiche condizioni d’inferiorità, braccati e perseguitati dal nemico che li attende in agguato, e abbandonati a se stessi e al proprio destino saranno costretti a percorrere tutte le stazioni d’un calvario in vetta al quale 11 attende spesse volte ’a forca, poi l'ingratitudine e l’oblio. E’ appunto per additarli invece alla gratitudine della Nazione, per trarli da questo pericolo dello oblio, che l’autore s’è accinto alla sua ardua opera. Il primo volume tratta delle missioni speciali della Terza Armata. Dopo aver accennato ai precedenti storici del servizio e agli aspetti ch’esso assunse presso gli altri belligeranti, il Sàles entra diretta-mente nella rievocazone delle eroiche gesta dei nostri missionari. Son, pagine e pagine fatte di quella scabra prosa ch’è la più atta alla narrazione d’imprese di guerra e in cui l’epica non è necessaria nella forma poiché è già tutta nel contenuto. Pagine come quelle sui piloti Casagrande, Gelmetti, Prudenza, sui missionari De Carli, Lorenzetto, Bertozzi, Rondati, su tanti altri, su gesta che sanno di leggendario, son pagine che agiscono sull’animo e che vi imprimono una lor traccia. Passano ad una ad una le più belle azioni dei nostri uomini, compiute in col- laborazione or con la Marina or con la Aviazione, ma sopratutto con quest'ulti-ma: missionari che venivano portati con l'aereo nelle retrovie nemiche, ivi lasciati per svolgere la loro preziosa opera, poi con lo stesso mezzo rilevati e riportati nelle linee italiane. E, con gli uomini del servizio e con le loro audaci imprese, è rievocata tutta l’organizzazione cui facevano capo, nell’evoluzione ch’essa sub! nel triennio della guerra, sopratutto nella parte ch’essa ebbe durante la preparazione della battaglia del Piave, è rievocata la fulgida figura del suo capo e animatore, il colonnello Ercole Smaniotto, è rievocata la filiazione spirituale ch’essa ebbe nella «Giovane Italia» capeggiata da Guido Manacorda, l’uomo che in trincea, tra una raffica e l’altra della fucileria avversaria, declamava Dante e faceva della letteratura. Interessanti fotografie corredano il bel volume, di cui ripetiamo, concludendo, che ben degnamente apre la serie sulle Missioni speciali che l’autore e l’editore ci promettono. .Vario Pacor GIUSEPPE ROVERELLI - Colloqui con i maestri - Trieste, Editrice Tipografìa R. Fortuna, 1940-XVIII. E’ da molti anni che la scuola italiana non ha pace ma si trattava di trasformarla da scuola informativa in scuola formativa, da scuola agnostica in scuoia politica. Trasformazione che è progresso, ma anche in ogni progresso è implicito un rinnegarsi. E la nostra scuola si è rinnegata abbondantemente; ogni anno scolastico ha rinnegato il precedente con tutto o molto almeno, del suo scolastico operato. Il dinamismo non lasciava tregua nella sua tensione verso l'ascesa, e mentre chi aveva da dire una sua parola lottava per una scuola migliore, i lenti arrancavano per mettersi in linea, ed infine i cuccioli ringhiosetti camuffati da saccentonì lanciavano rabbiosi guaiti a destra ed a manca, sia contro chi arrancava senza sua colpa, sia contro chi avendo una personalità sua, formatasi con vera esperienza di scuola e di vita, perciò stesso non poteva mutar di mentalità più facilmente che di camicia ed esser sempre in linea con la ultima moda scolastica. Non è necessario dire che questi cuccioli ringhiosetti confondevano molte cose; credevano che la scuola politica si facesse con molte bandiere, molti evviva e non minor numero