340 PUBBLICAZIONI RICEVUTE E SEGNALAZIONI MILETTI VLADIMIRO, Portare le armi, poesie, Trieste, Editrice «Moderna», 1940-XVIII, pp. 16 (I. 3). — Opuscoletto elegante, con dieci spunti lirici, qualcuno anche svolto più ampiamente degli altri (per esempio: C F 8091, Canzoni in marcia), tutti ispirati al precetto del Duce: «l’altissimo privilegio e l'onore supremo che ogni uomo del tempo fascista deve sopra lutto desiderare ed ambire; quello di portare le armi». Il Miletti è poeta d’avanguardia: ama l’espressione rapida, ritmata da cadenze musicali, ma senza impacci di versi ad accenti fissi o di rime regolarmente collocate. Schietto, nudo, efficace. Si legge con piacere e si pensa ai nostri soldati con viva sodisfazione. Poesie che stanno bene a fianco delle «poesie sportive» che il Miletti ci diede nel 1937 (cfr. Porta Orientale, VIII, 346-47). ORESTANO FRANCESCO, Tommaso Campanella, Roma, Reale Accademia d'Italia, 1940-XVIII, pp. 36 (1. 5). Discorso tenuto nel terzo centenario della morte (22 gennaio 1940) per il ciclo «Celebrazioni e Commemorazioni» della R. Accademia d'Italia. Sintesi esemplare dove sono armonicamente fuse la biografia, la dottrina, la storia dei tempi: ne risulta evidente la personalità universale del grande filosofo calabrese, contemplata dall’alto e con largo giro d’occhio. Acuta è la penetrazione dell’età campanelliana, della quale non si tacciono nè pregi nè difetti; ma altrettanto imparziale è il trattamento fatto all’età nostra contemporanea. «Fra tre secoli chi sa come rideranno di noi i nostri posteri; prendevano certe polve-rine, bevevano certi intrugli...» E, a proposito di certe superstizioni cinquecentesche, le quali cagionarono al Campanella atroci sofferenze : «Dedichiamo la malinconia di questi ricordi a coloro che oggi si prendono il lusso di dir male dell’illuminismo europeo». Chi non conosce qualcuno di codesti rappresentanti della «incoltura» contemporanea, che scrivono, stampano e magari insegnano da qualche cattedra? QUARESIMA ENRICO, I doveri del fascista, precetti di Mussolini, illustrali ai giovani. — Seconda edizione accresciuta e aggiornata, Bologna, Lic. Cappelli ed. 1940-XVIII; pp. 118 (1. 6). — Opportunissima ristampa. Nelle note, piene di utilissimi e calzantissimi richiami, è ricordata anche la collaborazione di Benito Mussolini al Popolo di Cesare Battisti In Trento, nel quale egli anticipava, già nel 1909, germi d’idee che trovarono sviluppo attraverso le attuazioni pratiche della politica musso-liniane, dal 1922 in poi, Volumetto racocmandabile sotto tutti gli aspetti, ricapitolazione efficace di quanto dovrebb’essere la base dell’educazione per ogni giovane fascista. Lo raccomandiamo per la più ampia diffusione nelle scuole e nelle famiglie. SANESI IRENEO, Una traduzione immaginaria di poesie cinesi, ■ estratto dà «Convivium» (Torino), N. 2, 1940-XVIII, pp. 131-42. Rivelazione interessantissima di una burla letteraria giocata da Gabriele d’Annunzio nel 1888, fingendo di recensire un libro inesistente e provocando a sua volta un’altra burla, consistente nella pubblicazione reale di un libro di traduzioni... finte. Poiché l’autore o" collaboratore principale della seconda burla fu il fratello (Giuseppe) di Ireneo Sanesi, la rivelazione è piena di particolari autentici; le considerazioni che l’accompagnano rendono la narrazione amena ma anche utile per gli studiosi e per i critici seri. SANTANGELO PAOLO ETTORE, Storia sconosciuta dell’Europa attraverso un Vocabolario etimologico della lingua italiana nonché di varie altre lingue (greco, tedesco, inglese, ecc.), Milano, Unione Tipograf. 1940-XVIII, pp. 290 (1.30). — La lingua etrusca come dialetto italico (testo, traduzioni interlineari e commenti), Milano, Tipo-litogr. G. Tenconi, 1940-XVIII, pp. 122. — — Idee e spunti sulla origine delle forme grammaticali nelle lingue europee, Ibid. id. 1940-XVIII, pp. 20. — Frutto di lunghi e pazienti studi, con ipotesi audaci, con tesi e conclusioni che vanno contro corrente, epperò destinate a sollevar molte discussioni nel -mondo della scienza ufficiale, queste pubblicazioni attirano l’interesse anche dei non specialisti, per l’attualità di certi problemi e per la vivacità della forma. SCHILIRO’ VINCENZO, Il fondatore della Compagnia di Gesù, Torino, Soc. Editr. Internazionale, 1940-XVIII, pp. 256 (1. 10). — Opera interessantissima, come tutte quelle dello Schilirò : rievoca, con tocchi di plastica vigorosa e con mirabili approfondimenti psicologici la figura del fondatore della Milizia che, in tempi analoghi al nostro, reagi alle dissoluzioni sociali ‘ contro le quali combat-