LE MISSIONI DI GUERRA DI NAZARIO SAURO 149 frequentate, sia nelle zone adiacenti alle coste da noi occupate che in quelle dove il nemico avrebbe potuto operare contro nostri obbiettivi terrestri. A molte di queste spedizioni prese parte Nazario Sauro il quale, pure avendo assunto a Grado il delicato incarico di accudire ai lavori di sistemazione delle difese di Porto Ruso, di Grado e di Rosega, si offriva,con entusiasmo a prendere parte alle operazioni delle siluranti, specie quando la natura di esse richiedeva l’opera di persona pratica dei luoghi. Il sette dicembre 1915 le Torpediniere 2, 3, 6 P. N. e 30 A. S. al comando del Capitano di Corvetta Amici Grossi, pilotate da Nazario Sauro, partirono da Grado e fecero rotta su Duino. Manovrando accortamente la formazione si portò davanti a Sistiana in modo da presentare la poppa a terra, e retrocedendo verso il porticciuolo, le Torpediniere aprirono il fuoco contro l’Hotel Park, sede di un comando dell’Esercilo austriaco, e contro la zona centrale del porto, dove erano ancorati dei galleggianti destinati al dragaggio. Dopo aver sparato 120 colpi, coi cannoni di piccolo calibro che avevano a poppa, le siluranti si ritirarono, riportando un sol marinaio ferito da un colpo sparato da terra. Ad un’altra audace missione partecipò Sauro sulla fine del 1915. Eseguendo con un motoscafo una ricognizione sull’Isonzo, egli aveva trovato il piccolo piroscafo «Timavo», colà seminascosto dagli austriaci. Dopo aver rivelata la scoperta al suo Comando, Sauro ritornò sul posto con pochi marinai e si impossessò del naviglio rimorchiandolo fino a Grado. Il 3 gennaio 1916 lo stesso Sauro, nonostante la fitta nebbia, pilotò le Torpediniere 14, 15 e 18 0. S. a mezzo miglio da Punta Salvore riuscendo in una profìcua sorveglianza dell’attività nemica nella posa e dragaggio di torpedini. Il giorno successivo, 4 gennaio, la missione venne ripetuta davanti a Trieste e a Miramare, mentre le Torpediniere 10 e 11 P. N. eseguivano sbarramenti dinanzi a Pola. Sul fine di marzo il Ministero della Marina diede istruzioni al Comando in Capo di Venezia di eseguire alcuni sbarramenti nella zona di Sebenico allo scopo di intercettare le rotte del nemico. D’ordine del Comando in Capo di Venezia furono prima eseguiti degli sbarramenti di prova, e tutto il periodo dai primi di marzo alla fine di aprile fu caratterizzato da una intensa attività del nostro naviglio leggiero e dei sommergibili, incaricati di eseguire sbarramenti e di tendere agguati sulle rotte del nemico, presso i porti e i passaggi obbligati. Nella notte del 30 aprile, nonostante l’intensa foschia, il C. T. «Zeffiro», al comando di Costanzo Ciano, con a bordo Sauro, si avvicinò alla costa a sud-est di Incoronata e a dieci miglia a ponente dell’isola incontrò due navi ospedale a. u. Sauro riconobbe trattarsi deH’«Anfìtrite» e del «Tirol», e poiché non si poteva escludere un allarme da parte di esse, la missione rientrò. Nelle sere successive le sezioni «Alpino» e «Pontiere», «Alpino» e «Fuciliere», «Ascaro» e «Pontiere», sempre partecipe Sauro, ripeterono le missioni e seminarono le loro mine. Nella notte dal 3 al 4 maggio si effettuava d secondo tentativo di minare le acque di Sebenico e vi ritornarono lo «Zeffiro» e il «Fuciliere». Raggiunto il canale di Zuri esse eseguirono la loro missione senza destare allarmi da parte dei posti di vedetta nemici. Rientrate all’alba del 4 ad Ancona le unità si rifornirono di combustibile e di altre mine e poco prima del tramonto, ritornate sul posto effettuarono un nuovo sbarramento rientrando il mattino del 5 a Venezia.