BOLLETTINO BIBLTOGBAFICO 79 una mera raccolta statistica, pur offerendo sull’argomento una ricca e completa statistica, e non è solo una rievocazione di carattere letterario, se pure ha spunti vivacemente e felicemente rievocativi. E’ un’opera che, nel giro di poche decine di pagine, dà chiara e completa a chiunque la idea di ciò che l’opera verdiana è stata ed è per Trieste, attraverso le statistiche delle rappresentazioni e attraverso le notizie rievocative di tutte le «prime» e attraverso una serie di altri dati, che vengono così salvati da una sicura progressiva dimenticanza, sul numero e l’esito delle rappresentazioni, su tutti i principali interpreti e così via. In una nitida, competente prefazione, Vittorio Tranquilli dice del culto che Trieste, sin dagli inizi, ebbe per Verdi e di ciò che Verdi rappresentò per Trieste negli anni del servaggio, e mette in giusta evidenza come nel nome di Verdi si sia fondata, nelPOttocento, l’illustre tradizione musicale della nostra città: con le 2500 rappresentazioni verdiane date a Trieste dal 1843 a,d oggi Trieste emula la scaligera Milano, e per certi spettacoli memorabili il nostro Comunale non ebbe infatti nel secolo scorso altri competitori che la Scala. Segue l’elenco di tutte le opere verdiane rappresentate al Comunale dal 1843 al 1939, elenco che s’apre con il Nabucco, dato l’il gennaio 1843. Ed è qui da notare come molte opere, nel secolo scorso, abbiano raggiunto le 20, le 22, fino le 25 repliche nella stessa stagione (l’Aida ebbe nel 1873 appunto 25 repliche, di cui 18 senza interruzione d’altro spettacolo), a diflerenza delle poche (5 o 6 al massimo) che se ne poterono dare negli anni del dopoguerra. Segnalato il confronto, al lettore dedurne le conseguenze. Le notizie sulle prime rappresentazioni costituiscono la parte veramente rievocativa dell’opuscolo. Guido Hermet, il solerte e appassionato direttore del Museo del Teatro, al quale dobbiamo questa intelligente e in certo senso preziosa raccolta di dati, vi espone succintamente ma con compiutezza e vivezza la cronaca di tutte le «prime», dicendo dell’esito, degli interpreti, della critica, citando episodi marginali, e inserendo ogni singola opera in un’autentica collana fatta di passione del popolo triestino per il Genio Italiano e per la sua musica. Dopo una parte dedicata alle opere verdiane negli altri teatri cittadini — dal Politeama Rossetti agli Anfiteatri Mauroner e Fenice, all’Armo-nia, al Minerva — è detto degli avvenimenti e manifestazioni varie, tra cui principalmente delle note vicende del Monumento in Piazza S. Giovanni. Chiudono l’interessante opera l’elenco completo delle rappresentazioni verdiane al Comunale, con dati sugli esecutori e l’esito, e infine l’elenco alfabetico dei Maestri concertato-ri, primi violini, direttori d’orchestra e artisti. Mario Pacor PAOLA MARIA ARCARI - Le elaborazioni della Dottrina Politica Nazionale fra l’Unità e l’intervento (1870-1914) - Casa Ed. Marzocco - Firenze - XII -XVII; due voi. di complessive pag. 934 ed un’appendice, in voi. a parte, di pag. 170 (L. 45 compless.) Fu senza dubbio l’interesse nazionale che nel 1914 decise l’Italia all’intervento. Ma l’accennato interesse poteva essere concepito soltanto da