LE MISSIONI DI GUERRA DI NAZARIO SAURO 157 riusciva ad ogni modo inspiegabile come non fosse giunto alcun messaggio nè un cenno circa il Pilota Sauro che per essere irredento sarebbe stato soggetto a tutti i rigori delle leggi austriache. Varie furono le ipotesi e le congetture formulate dalle Autorità sul doloroso evento, ma la verità si seppe solo nel giugno del 1917, quando il Tenente di Vascello C. A. Coraggio, rimpatriato per malattia dalla prigionia, consegnava al Comando in Capo di Venezia il rapporto compilato dal comandante degli Uberti, completato di note e aggiunte proprie. Questa importante documentazione, unita a quella di fonte austriaca di cui si venne in possesso dopo la vittoria, trovasi inserita nel volume: «I nostri sommergibili durante la guerra 1915-18», pubblicato dall’Ufficio Storico della R. Marina. Il rapporto del comandante — dopo aver esposto i particolari dell’inizio della missione, dell’incaglio, dei tentativi di disincaglio, della conseguente opera di distruzione e della decisione di allontanarsi infine con una barca a vela — dice testualmente: «Il compianto signor Sauro aveva intanto deciso di allontanarsi da solo con il battello a remi. Troppo delicata era la sua posizione per non lasciargli ampia facoltà di regolarsi come meglio credeva e mi sono limitato a dirgli francamente più volte la mia opinione contraria. Si è infatti allontanato dicendo: In ogni modo qualunque cosa succeda non è certo la mia morte quella che potrà portar danno all'Italia. Viva l’Italia! — Eravamo d’accordo che in caso di cattura si sarebbe detto che egli era il signor Sambo Nicolò ufficiale di passaggio a bordo per prendere pratica dei sommergibili... Salito a bordo della barca ho mollato in poppa e sono passato vicino al battello del signor Sauro. Ancora una volta l’ho consigliato di venire con noi ma egli si è nettamente rifiutato, gridandomi di allontanarmi dalla sua rotta». Le note deH’Ufficiale in 2.a Coraggio recano poi il seguente paragrafo: «PILOTA NAZARIO SAURO. Data la sua speciale posizione e l’insistenza nel cercare la salvezza con quel mezzo, il comandante lo ha autorizzato ad allontanarsi da solo col battellino che avevamo preso nell’isola. Ciò è stato fatto appena si è avuto il battellino. A bordo mancavano le imbarcazioni; il battello di tela era stato richiesto più volte ma l’Arsenale di Venezia ne era sprovvisto. Nel suo rapporto il comandante spiega perchè non ha cercato di comunicare subito con la terra. Durante la prigionia a Pola — sei giorni —■ continue ed insistenti domande sono state rivolte a tutti i componenti dell’equipaggio per cercare di scoprire la verità sulla personalità del pilota. Nessuno però, sebbene al corrente del vero nome, si è lasciato sfuggire delle rivelazioni, sicché siamo stati tradotti a Gratz. Qui dai giornali abbiamo appreso la sua morte per impiccagione». * ** Si concluse così tragicamente la serie delle missioni adriatiche di Na-zano Sauro. L’Eroe del mare era predestinato all’immortalità. Il suo nome chiuse il sanguinoso libro del martirologio italiano e pesò sui destini dell’infausto impero come una pietra tombale. GIUSEPPE LAURO AIELLO T°no flnora usciti i primi sei volumi dell’opera, v-i) UBALDO DEGLI UBERTI : «Le ultime missioni del Pullino». Rivista «Fra Armi e Macchine a bordo». Maggio 1926.