FRANCESI E AUSTRIACI A TRIESTE NEL 1813 51 A TRIESTE. Nugent, reduce dalPoperazioni contro Palombini in quel di Duino, s’accostò l’il ottobre a Trieste con le seguenti forze: 1 battaglione del 52. Fanteria; 1 battaglione del 5. Confinari; I battaglione della Territoriale Istriana; mezzo squadrone Ussari di Radetzky. Non entrava, però, in città, trovandosi là ancora il presidio francese con almeno 800 uomini e 55 cannoni pesanti. II 13 ottobre arrivò davanti a Trieste, dalla parte di Servola, la flotta inglese proveniente da Lissa, dalla quale, durante la giornata, sbarcarono 450 soldati di fanteria, 20 artiglieri, 4 cannoni da camp, e 2 mortai da 6 libbre, iniziando subito il bombardamento del castello. (Da stampa conservata nel locale museo di Storia Patria: navi Elisabeth, Tremendous, Eagle, fregate Havana e Cerberus, briggs Hazard, Wise, Haughty e 2 navi trasporto). Sulle operazioni di terra assumeva il comando il gen. austriaco Latter-mann. Nella notte dal 13 al 14 entrò a Trieste il cap. di Stato Maggiore d’Aspre, con 2 compagnie del 52. Fanteria, una compagnia del 5. Confinari ed un plotone di Ussari, occupando la Barriera Vecchia. L’indomani il comandante francese avanzò proposte di resa non accettabili. Il Tribelli, nella «Passeggiata Storica per Trieste» racconta che il 16 ottobre alle ore 6 i francesi del castello furono attaccati dagli austriaci, scaglionati nelle contrade Rena vecchia, Vicolo S. Chiara, Ospedale, Castello, Cattedrale. Le truppe erano inquartierate nel Monastero, nelle campagne Ca-traro, Barana, Pontini, Loy sulle alture della Madonnina. L’artiglieria inglese era a Scorcola ed in località tre Croci nella campagna Lombardo; i mortai disposti al Molino a Vento cagionavano danni alla città, poiché sparavano più in là del castello. Il bombardamento durò dalle 6 alle 15. I francesi avevano rioccupato il campanile della cattedrale il 13 ottobre e v’avevano piazzato un cannone e quattro spingarde. I morti della città, da quel giorno, non si portavano più a S. Giusto, bensì alla «Gran Caserma». I francesi portavano i loro nella cappella di S. Michele ed avevano trasformato l’antico battistero in stalla per la cavalleria. II 18 ottobre vi fu un combattimento vivacissimo. Alcuni reparti croati, reduci dalla battaglia, passando per la via S. Michele, i cui abitanti avevano sgombrato le case, vi penetrarono a far man bassa. Il cittadino Mainati, che stava al n. 1327, corse a lagnarsene al Comando militare, alloggiato al n. 716, nella casa del negoziante P. A. Romano; e furono presi provvedimenti per fermare l’abuso. Il 22 i francesi abbandonarono il campanile, bersagliato da una batteria di 5 obici pesanti, appostata nella campagna Weber. Il 23 fu continuato il bombardamento, specialmente contro la cosidetta «Sanza» (bastione delle polveri) ed il cap. Szneznitzky del 52. fanteria con un gruppo di fanti ed una compagnia di volontari calabresi entrò nel bastione, ma ne fu respinto. Allora il capitano inglese Rowby fece portare un pezzo da 32 libbre e lo dispose a 70 m. davanti alla trincea, aprendovi una breccia. Il capitano Szneznitzky vi penetrò e prese prigionieri un capitano e 46 uomini,