302 LEONE VERONESE ropa, gli Albanesi lottavano contro lo smembramento del Paese, perchè Scu-tari continuasse a rimanere all’Albania; ma gravi erano i giorni. Sul Tarabosh la difesa resisteva ancora, nella città affamata, smantellata dai bombarda-menti, Hassan Riza bei, comandante della difesa turca, era caduto assassinato, forse colpito dal piombo nemico, in un agguato notturno, forse ordito da EssadToptani, che doveva, per legge di vendetta albanese, cadere a sua volta sotto i colpi di Rusteni a Parigi, mentre anche Rusteni, considerato un martire del nazionalismo albanese, venne fatto uccidere dai sicari di Ahmed Zogu, nella stessa Tirana, da poco capitale della nuova Albania e sede del governo. Si rifletteva nell’ansia del Congresso la gravità del momento politico e ciò spiega perchè tutti i più notevoli esponenti dei partiti albanesi fossero presenti a Trieste. Interessante fu la storia di vari di questi personaggi dopo l’instaurazione del governo albanese, nel corso degli anni che seguirono. Presidente del Congresso fu nominato Hil Mosi, poeta di lucida fama e fervido patriota, che, morta da alcun tempo, il popolo ricorda ancora. Vice presidente ed effettivamente capo dell’Assemblea fu Faik Konitza, uomo di grandi virtù, letterato e oratore affascinante, uomo che fece vita molto avventurosa, studiò, pur essendo mussulmano, nei collegi cattolici di Scu-tari, continuando poi all’università di Brusselle, poi a Londra e a Parigi, ovunque dirigendo nuclei di esuli ed organizzando l’azione per l’Albania libera. Fu direttore di periodici letterari, fondatore di giornali politici. Riparò in seguito negli Stati Uniti d’America e divenne il capo degli Albanesi che in buon numero risiedono in quelle terre, fondando la società «Vatra» che significa «Focolare». Recentemente Faik Konitza era ambasciatore albanese a Washington. Altra figura molto singolare che partecipò al Congresso era Dervish Hima; che fu uno dei più vicini collaboratori di Ismail Kemal, nella proclamazione della indipendenza nazionale. Non mancava Fan Noli, che indossava la veste talare di pope ortodosso. Nato ad Adrianopoli, Fan Noli si distinse subito per la straordinaria acutezza d’ingegno, la coltura e la preparazione politica. L’avere abbracciato il sacerdozio non gli impedi di dedicarsi alla politica con tutta energia. In seguito Fan Noli esercitò una profonda influenza in tutto il corso degli avvenimenti albanesi. Fan Noli fu un acerrimo nemico di Ahmed Zogu. Riusci a rovesciare in un primo tempo il governo del futuro re degli Albanesi, nonché traditore dell’Albania. Zogu fu costretto a rifugiarsi in Jugoslavia, mentre Fan Noli assumeva la carica di presidente del consiglio dei ministri. Raccolto un esercito di montanari, Zogu piombava nuovamente a Tirana e Fan Noli doveva a sua volta prendere la via dell’esilio e per sfuggire ai sicari di Zogu attraversava l’Atlantico. Fu Fan Noli il primo a chiedere l’intervento della Società delle Nazioni in Albania. Chiese anche che l’U. R. S. S. inviasse un proprio rappresentante in Albania. Questo fatto mise in allarme le cancellerie di Parigi e di Londra che si affrettarono ad inviare navi da guerra a Durazzo. Si disse che anche in sèguito Fan Noli avesse nutrito delle idee comuniste. Infatti fu per alcun tempo a Mosca, donde parti per Boston. Attualmente Fan Noli è vescovo ortodosso, ma non si interessa nè di questioni di chiesa nè di politica perchè scoprì in sè dei talenti musicali e, quantunque avanti con gli anni, volle compiere tutti gli studi in un conservatorio di musica e ora passa il tempo scrivendo libri, traducendo classici in lingua