258 OSCAR DE INCONTRERÀ punto ad essa. Se anche non ha, più appresso la fontana di Giovanni Mazzoleni da Bergamo del 1751,(1) inconsultamente demolita nel 1938, pure forma sempre con il nominato palazzo «Louis XVI» un delizioso e raccolto angolo settecentesco, l’unico che ormai ci resti dell’antica Piazza S. Pietro. La parte della Piazza dell’Unità in cui sorge è architettonicamente italiana al cento per cento, tanto negli autori dei suoi edifìci che nei rispettivi stili; dove è impresso il carattere esotico della dominazione straniera degli ultimi decenni è nella parte della piazza prospettante il mare: il palazzo del Lloyd eretto dal viennese bar. Ferstel nel 1883 e il palazzo del Governo eretto dal viennese Artmann nel 1905. E chi non scorge nel palazzo delle poste e in altri edifìci, tavolarmente iscritti al «Sovrano Erario», il carattere inconfondibile burocratico austriaco dei tempi più recenti; e nella costruzione dell’albergo Savoia e in quella della Banca d’America e d’Italia uno stile prettamente ultramontano che offende l’aspetto architettonico italianissimo della nostra Trieste? Troppo infine è stato già demolito per permetterci il lusso di demolire ancora il poco che tuttora ci rimane. Le due colonne hanno la medesima funzione decorativa che hanno quelle di S. Marco e di S. Todaro in Piazzetta S. Marco; imitano italicamente le colonne onorarie sparse per le piazze della nostra penisola, come a Capodistria, a Muggia, a Gorizia, a Udine, a Verona, a Ravenna e a Catania. E’ per questi motivi che, unicamente spinto dal mio amore insopprimibile per le poche antiche pietre sculte della mia Trieste, invoco la conservazione in sito della due colonne, le quali formano un ornamento storico e artistico indiscutibile delle due piazze. Se però ormai fosse troppo tardi il mio intervento, chiedo — e in questo credo che tutti sieno d’accordo — che sieno riparate al nostro Civ. Museo di Storia ed Arte, dove il direttore Dott. Silvio Rutteri è pronto di accoglierle amorosamente, come si addice ad illustri cimeli cittadini. Trieste, li 28 maggio 1940-XVIII. OSCAR de INCONTRERÀ (I) Giovanni Mazzoleni e non Domenico, corno scrisse Giulio Césari su «11 Popolo di Trieste» dell’ll giugno 1935 («La questione di Piazza dell’Unità») e che io, fidandomi del suo autore, ripetei nel mio articolo sulla fontana, pubblicato ne «La Porta Orientale» ri. 3-4, marzo-aprile 1939-XVII (pp. 142-157). Un tanto potei accertare in base ai documenti conservati al locale R. Archivio di Stato (atti della C. R. Suprema Intendenza Commerciale: volumi rilegati degli atti e protocolli della «Bau-Commission», anni 1754 e seguenti) e che io compulsai allo scopo di compilare il definitivo studio storico-artistico, che ho in preparazione, sulle tre fontane triestine del Mazzoleni. QUALI I POPOLI, TALI I GOVERNANTI „In Inghilterra l’opinione pubblica solidarizza con Churchill. Ciò documenta la levatura morale e il grado di intelligenza del popolo inglese. Churchill e il popolo inglese sono uno il riflesso dell’altro. L’Inghilterra ha il cavo che si merita”. MARIO APPELIUS