88 BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO ca d’estraniarsi dall’Europa e dal mondo in genere, al governo di Washington quindi di mantenere il suo isolazionismo e la sua neutralità. E tale neutralità stessa è mutata col mutar dei tempi, sicché la sua stessa essenza teoretica di oggi appare, ben si può dire, antitetica a quella di ieri. La legislazione degli anni 1935, 1936 e 1937 si distingue cosi in modo fondamentale, e per gli stessi scopi che si propone, da tutte le precedenti norme in materia emanate dagli Stati Uniti. «Le leggi precedenti», ci dice il nostro autore, «punivano gli atti contro la neutralità commessi da singole persone, e non ostacolavano affatto l’aiuto (permesso dal diritto internazionale) prestato ai belligeranti. La nuova legislazione, all’incontro, non vuole garantire l’esecuzione di obblighi di diritto internazionale degli Stati Uniti quale potenza neutrale, bensì vuole prevenire dei conflitti possibili con belligeranti mediante l’imposizione di limitazioni non richieste dal diritto internazionale.» Cioè, un tempo: libertà di commercio di qualsiasi merce coi belligeranti; ora: embargo, salvo casi ben determinati, riguardanti altri Stati americani. Sicché ben può dire il Chersi, a conclusione del suo lavoro, che «la legislazione americana ha apportato delle varianti radicali alla tradizionale teoria della libertà dei mari, poiché ha rinunciato a sostenere il diritto di commerciare liberamente coi belligeranti con navi che battono bandiera americana». E’ possibile che nell’attuale conflitto il neutralismo e l’isolazionismo americani vengano a subire ulteriori modificazioni di tendenze: l’argomento è all’ordine del giorno e frequenti ne sono le discussioni americane che l’Europa segue con viva attenzione, ma su di esse è ancora prematuro il pronunciarsi. Ma certamente di grande utilità per la comprensione delPatteggiamento americano di fronte al presente conflitto armato e, pure, per gli sviluppi che esso successivamente potrà avere, è questo studio del Chersi, chiaro e preciso e che, scritto un paio d’anni or sono, appare oggi più che mai di piena attualità. Giuliano Gaeta