Pio Riego Gambini e la fondazione del Fascio Giovanile Istriano (1911) 165 vita e della nostra azione e la bontà dell’idea che ci anima ci faranno sicuramente trionfare. Ma da un’altra parte io temo il pericolo. Esiste in Istria una classe che si dice l’unica tutrice del patrimonio e dell’onore nazionale, e all’invasore vende le sue case e i suoi poderi; che si dice democratica, e dal popolo vive appartata, e il popolo tosa sino all’osso e succhia sino alle midolla. E’ formata da pochi professionisti e possidenti, dalla coltura, per solito, limitata. Ora questa gente che ci teme e che non vuol combatterci apertamente, perchè sa che in breve sarebbe vinta, cercherà piuttosto di addomesticarci e, per tenerci a bada, adoprerà con noi le lusinghe e le buone parole. Guardate bene, o amici, che questo nostro Fascio non abbia mai a cadere nelle mani della borghesia o debba servire ai suoi scopi; se ciò dovesse avvenire, meglio sarebbe che lo strozzassimo già oggi in sul nascere e lasciassimo ad altri più abili e più cauti di noi l’arduo incarico di risvegliare a novella vita le plebi istriane. (Applausi vivissimi). Con il Congresso d’oggi il compito nostro è finito e spetta alla direzione che eleggerete di aver cura del Fascio. Quando, dopo questo Congresso, che tutti ci unisce nella fede e neH’entusiasmo, tornerete alle città, alle borgate e ai villaggi dell’Istria, dite agli uomini che lavorano e che soffrono la parola di giustizia e d’amore, che li farà sperare e combattere; mostrate ai giovani animosi che ancora dubitano, questa nostra fiammante bandiera che li condurrà alla battaglia e alla vittoria. Gridate forte e a tutti che è ora di finirla con le lotte personali e campanilistiche e di porre a base della vita istriana la lotta di principi. Se tutti i giovani non ancora corrotti verranno al fianco nostro e con noi combatteranno, il popolo d’Istria, anche se non vedrà in breve compiuti i propri destini, sarà almeno pronto agli eventi, che sintomi non ingannevoli annunciano gravi e vicini!» «La chiusa del magnifico discorso di Gambini, — ci racconta sempre «L’Emancipazione», -— viene accolta da un uragano di applausi che dura per qualche minuto». Di nuovo tutti gli animi erano sollevati nel turbine di una esaltazione indicibile. La folla dei congressisti ondeggiava e tumultuava in uno di quelli indimenticabili scoppi di commozione e di gioia di cui soltanto chi visse in quegli anni nelle terre irredente riesce a farsi un’idea. Da ogni parte della sala — tutta gremita — i trecento giovani si protendevano applaudendo e gridando; e, sotto il soffitto un po’ basso, gli evviva e lo scroscio dei battimani si fondevano in un unico assordante clamore. Non appena l’assemblea accennò a calmarsi e le ovazioni furono cessate, Pio Riego Gambini propose ai congressisti l’approvazione dello Statuto del Fascio Giovanile Istriano. * ** Qui è necessario un breve cenno su quella che doveva essere, e fu, la struttura dell’associazione (11). Sorto, come sappiamo, con intenti federali, il F. G. I. doveva venir amministrato da un Consiglio Direttivo Generale, che soprastava a tutte le singole sezioni ed eleggeva dal proprio seno una Commissione Esecutiva, v està Commissione Esecutiva, organo più ristretto e quindi più agile che