L’ORA DI TRIESTE NELL’ATTUALE CONFLITTO 285 Ma dove, invece dello spirito di conciliazione e coadattamento, predomina lo spirito della sopraffazione e della violenza, ivi si giunge fino alla resistenza della protesta attiva, mediante le cospirazioni, le sommosse, le aperte ribellioni, la guerra. Senonchè la guerra è solo un mezzo radicale, drastico, diciamo pure chirurgico, per risolvere i problemi dell’irredentismo. I problemi la guerra non li risolve: crea soltanto le premesse per risolverli. Crea, cioè, le condizioni necessarie per una pacifica convivenza dei popoli confinanti. Queste premesse, queste condizioni, in che consistono? Consistono nello spirito di conciliazione e coadattamento che dicevamo, o, meglio ancora, nel far coincidere le frontiere politiche e militari con le frontiere etniche e geografiche. E’ la scoperta dell’ovo di Colombo! Precisamente. Ma quante volte, nella vita, complichiamo inverosimilmente i problemi, mentre la soluzione più semplice e più naturale sta lì a un palmo dal nostro naso e non attende che di essere vista? Il coraggio di tale soluzione, che a taluni sembrerà troppo lapalissiana, l’hanno avuto, ai nostri giorni, due personalità di altissimo valore: il turco Kemal e il germanico Hitler. L’uno, concludendo il noto accordo fra Grecia e Turchia, riuscì a dirimere per sempre l’impossibile convivenza dalle zone grigie che avvelenavano i rapporti fra le due nazioni limitrofe; l’altro, concludendo l’accordo fra la Germania e l’Italia, per il rimpatrio (o Rückwanderung) dei tedeschi dall’Alto Adige, diede all’Asse Roma-Berlino quella saldatura che occorreva per renderlo stabile e definitivo. «Resta questa, — come giudica bene il Senator Tolomei —, una delle pagine più luminose nella storia della Nazione e nelle vicende europee contemporanee». «E’ il testamento politico di Adolfo Hitler alla Nazione germanica; sul Brennero, l’eterno confine dei due Stati e delle due Nazioni. Amiche e contermini, due grandi e nobili Nazioni hanno ormai maturato la consapevolezza piena di tale accordo; accordo necessario per la sincerità inalterabile dei loro rapporti, presenti e futuri». La medesima soluzione il Führer l’ha coerentemente adottata ed attuata anche altrove, imponendo il rimpatrio ai tedeschi dimoranti nei paesi baltici e ad altre collettività germaniche sparse nel sud-est dell’Europa. «Abolire in tutto il mondo le zone grigie» vuol dire non solo «preparare una ricostruzione dell’Europa a confini nazionali netti», ma «confermare nei secoli la pace». L’accordo di Hitler e Mussolini per fare del Brennero una netta linea di demarcazione nazionale fra Italia e Germania è uno dei più grandi servizi che siano stati resi all’umanità come esempio di giustizia, come espediente pratico di governo, come simbolo di civiltà. Simbolo che apparve in tutta la sua evidenza nell’incontro fra il Duce e il Führer dei 18 marzo 1940: «colloquio lungo e cordiale», dove sulla base di una salda amicizia, sostanziata di leali accordi, vennero fissate o confermate le linee del piano che deve