FATTI, PERSONE, IDEE 267 congiungono l’impero con la madrepatria; politica razziale; colonizzazione etnica; creazione del tipico colono-soldato; immissione dell’elemento indigeno del territorio imperiale sempre più addentro nella vita della madrepatria. Il movimento spirituale cui partecipa oggi l’Italia per volontà del Fascismo si aggancia direttamente a Roma, e fa sue inoltre tutte le migliori tradizioni dei tempi fra l’impero di Roma e i nostri giorni. Infatti anche e particolarmente la concezione imperiale è tutta romana; sia in quel che si riferisce alla volontà di pace con giustizia, sia in quel che si riferisce alla creazione di una più grande Patria attraverso le vie dell’impero. I coloni che erano insieme legionari, la spada che era legata insieme con la vanga, il fascio della forza unita che era sormontato dalla scure della giustizia, sono altrettanti aspetti di tutto quanto vien creando la rivoluzione di Mussolini e del Fascismo. Ma già prima di muovere alla conquista dell’impero l’Italia fascista aveva dimostrato di ritornare nel solco tracciato dall’aratro della storia di Roma, quando creava lo Stato sovrano, istituiva la collaborazione delle classi, riprendeva in onore la vita rustica, ricostituiva nella famiglia la prima cellula vitale del corpo dello Stato, curava assiduamente e amorosamente le opere pubbliche, e affratellava la causa politica con quella religiosa nella coscienza del popolo. Oggi noi diciamo: la storia è di chi osa e vuole; la vita è di chi è forte e unito all’interno, forte e sicuro all’esterno; la storia è di chi tiene i mari e domina i cieli. E poiché di tutti i mari è stato sempre quello che bagna le rive delle più antiche civiltà a fare la grandezza dei popoli, e cioè il Mediterraneo, noi diciamo come la Roma di Caio Duilio, e come la Venezia dei Dogi: all’Italia — ponte del Mediterraneo — le porte e le chiavi del Mare Nostrum. Il mondo attuale è a una svolta, passata la quale esso uscirà rifatto dalle fondamenta. La nuova storia dell’Europa, la parte del mondo di tutte la più civile e progredita, coinciderà con la nuova potenza — per la terza volta ricreata — degli Italici sul Mediterraneo. Elio Predonzani „La pesca italiana" di Bruno Coceani Non sono certamente molti i libri di carattere prevalentemente tecnico, come „La Pesca italiana” di Bruno Coceani, ad avere avuta una diffusione così vasta, una lettura così pronta e piacevole, un’accoglienza così spontanea. Il successo è dovuto non solo all’interesse della materia trattata, particolarmente importante in una epoca d’autarchia come la nostra, ma sopratutto all’abilità dell’Autore di aver dato alla materia una stesura non arida, non uniforme, non saccente, ma piana, piacevole, sapiente-mente condita di dati, di citazioni, di aneddoti, in modo da renderla attraente anche a chi non sa neppure come sia fatto un amo, anche a chi la questione della pesca non è mai passata neanche per l’anticamera del cervello. Certamente, arra di sicuro successo è stata l’accoglienza fatta al libro e all’autore dal Duce quando gli è stata presentata la prima copia dell’opera. Così anche la chiara e sostanziosa prefazione al volume dettata dal conte Volpi di Misurata ha indubbiamente messo in maggior luce il valore de „La Pesca Italiana”. Ma questo valore è stato posto in evidenza dalle numerosissime recensioni che dell’opera sono state scritte su tutta la stampa italiana. Crediamo, per avere un quadro del successo, non sia inutile citarne alcune tra le moltissme. Per esempio, quella di Filippo Taiani su «Il Corriere della Sera», quella di Arturo Marescalchi su «L’Italia vinicola e agraria», quella di Giuseppe Fusinato su «La Gazzetta di Venezia», quella di Luigi Buggelli su «Il Sole», quella di Silio Carpani su «L’Italiano», quella di Vittorio Tranquilli su «Il Popolo di Trieste»-«II Piccolo della Sera», quella di Giovanni Mariotti su «Gente Nostra», e quelle di valenti scrittori comparse sul Bollettino Economico dell’«Agen-zia Stefani», su «L’Organizzazione Industriale», su «La Gazzetta del Mezzogiorno», «Il Lavoro Fascista», «Le Sémaphore», «Vita», «Relazioni Internazionali», «Il Corriere della Pesca», «Natura», «Rassegna Economica dell’Africa Italiana», «Il Notiziario del Dirigente di aziende industriali», «Il Popolo di Brescia», «La