PIO RIEGO GAMBINI E LA FONDAZIONE DEL FASCIO GIOVANILE ISTRIANO (1911) i. «L’Emancipazione» del 16 settembre 1911 pubblicava il seguente trafiletto : FASCIO GIOVANILE ISTRIANO «Il 1° d’ottobre si costituirà a Capodistria il Fascio Giovanile Istriano. Oggi le condizioni di coltura in cui si trova l’Istria sono tristissime: gabinetti di lettura inattivi, biblioteche scarse e povere, il popolo abbandonato a se stesso a vegetare nell’ignoranza, nell’oscurantismo. Il Fascio Giovanile dovrà riempire questa lacuna: i giovani saranno chiamati a sollevare la loro terra da tale triste stato: tutta la gioventù istriana attiva e volonterosa a dare il suo contributo per infondere un po’ di ossigeno nella vita ammorbata, fondando in tutte le città e borgate Circoli Giovanili di coltura, biblioteche popolari, promovendo conferenze ecc. ecc. Il costituendo Fascio sarà una federazione di tutti i circoli istriani già costituiti o costituendi. Le singole località costituiscono gruppi autonomi, che riuniti federativamente nel Fascio formeranno un corpo solo; la cui direzione consiglierà, sorveglierà l’attività dei gruppi meno esperti. Fervono i preparativi per l’adunanza costitutiva, alla quale si vuol dare speciale solennità: gli amici tutti intanto devono fare il loro dovere, costituendo i gruppi locali dove ancora non esistono; mandino le loro adesioni a Capodistria, accorrano in maggior numero possibile all’adunanza del 1° ottobre: è necessario che tutti si adoperino, che tutti cooperino; il Comitato da solo non può fare miracoli; bisogna dimostrare che c’è pur ancora tra la gioventù capodistriana forza di volontà. Gli amici che volessero schiarimenti e maggiori dettagli scrivano subito a: Gambini Pio, studente, Capodistria». Ecco delineato brevemente, in questo fervido invito, il programma, dirò così, esteriore di quel Fascio Giovanile Istriano che, negli anni immediatamente precedenti la guerra europea doveva raccogliere, entusiasmare e temprare una forte schiera di giovani. Quella stessa che più tardi, disertando in gran numero le file austriache e arruolandosi — non appena l’Italia ebbe dichiarata la guerra — nell’Esercito italiano, si mostrò, prima nella campa-