156 GIUSEPPE LAURO AIELLO — Non ci resta da fare altro, — fu la risposta. «Con queste parole così banali — scrive degli Uberti — abbiamo deciso la nostra sorte. Dette trenta secondi prima la rotta sarebbe passata a 130 o 140 metri più a ponente e non avremmo incocciata la Galiola». E’ mezzanotte. Sauro sta sulla dritta della torretta; il comandante con una mano sulla ruota del timone, guarda fisso nel buio, che sembra molle e impenetrabile. Ma ecco scorge una striscia biancastra, sembra la scia di un caccia che attraversi la rotta a meno di cento metri. Il comandante mette la barra a sinistra, ferma il motore. Il battello comincia l’accostata, ad un tratto si sente un rumore di strisciamento, una scossa violenta, il battello si sbanda sulla sinistra, sempre di più. sempre di più. Poi si ferma. * ** Al Comando in Capo di Venezia si era in attesa di notizie del «Pul-lino» quando il mattino del 31 luglio alle ore 7 la stazione R. T. intercettava il seguente radiotelegramma austriaco: «Sommergibile italiano incagliato presso Galiola Quarnero. Equipaggio tenta fuggire con imbarcazione stop». Questo messaggio, portato subito al Comando in Capo, fece capire che doveva trattarsi del «Pullino». Alle ore 12.5 giungeva alla colombaia di Mestre un piccione viaggiatore che recava il seguente messaggio in lettere: «Dirigo battello a vela su costa italiana. Degli Uberti». Alle ore 20 giungeva un secondo piccione con un altro messaggio: «In secco sulla Galiola. Degli Uberti»; alle ore 20.5 ne giungeva un terzo col messaggio: «A circa 10 miglia dalla Galiola sono inseguito da torpediniera. Degli Uberti». La documentazione austriaca nota, fra gli altri, i seguenti telegrammi e fonogrammi in arrivo all’Ammiragliato di Porto di Pola: «Promontore S. V. K. M. A. 31 luglio 1916. Dalle ore 2.35 alle 4 antimeridiane direzione S. E. di tempo si odono forti rumori motori. Promontore». «Promontore S. V. K. M. A. 31 luglio 1916. 6.45 antimeridiane direzione E. odonsi cannonate. Presso faro Galiola avvistato oggetto simile galleggiante. Promontore». «Sommel Pola — S. V. K. M. A. n. 10133 — 31 luglio 1916. Ore 6.50 antimeridiane presso lo scoglio Galiola sommergibile italiano incagliato. Equipaggio cerca fuggire con barca. Comando Lussino». «N. 10179. Torpediniera 4 rotta per Pola portando bordo tre ufficiali e venti uomini italiani. Torpediniera 4». «Sommel Pola — N. 10209 — 31 luglio 1916. Ore 6.30 antimeridiane. Catturata barca a remi con ufficiale italiano. Satellit». «N. 10221 Pola 31 luglio 1916. Ore 10.20 antimeridiane. Il primo interrogatorio autorizza a ritenere che il quarto ufficiale è soltanto un confidente. Torpediniera 4». La ben nota biografia di Sauro scritta dall’Ammiraglio Pignatti Morano reca al completo il rapporto del comandante del «Satellit» sulla cattura di Sauro e non è necessario quindi il riprodurlo. Il tre agosto venne intercettato a Venezia il seguente radiotelegramma da Berlino: «Il sommergibile «Giacinto Pullino» è caduto nelle nostre mani nell’Alto Adriatico. L’equipaggio illeso è stato fatto prigioniero». Non era facile al Comando italiano poter giudicare, da questi scarsi elementi le cause che avevano portato il «Pullino» in secco sulla Galiola e