GIORGIO BOMBI II prof. Luigi Girardelli, veterano delle scuole di Gorizia sotto la dominazione austriaca, ha dettato per noi questo pro/ilo del compianto Senatore, attingendo alle testimonianze sicure di un’amicizia fedele che potremmo dire cameratismo: il Girardelli fu spettatore di tutte te battaglie combattute dal Bombi per l’italianità di Gorizia, ne condivise le ansie e le idealità, prestò la sua collaborazione, tutte le volte che potè, in pubblico, sempre in privalo. Fu ira gli spiriti non ignavi nè pavidi, ma „forti e bravi”, di cui parla nel suo profilo e di cui era a capo Giorgio Bombi. «La P. O.» Per farsi un’idea dell’onesto vegliardo goriziano, di questa nobile e simpatica figura che militò strenuamente a suo tempo nel partito liberale nazionale, aspramente combattuto dagli slavi, dal clericalismo faiduttiano ricovei’ato sotto l’egida governativa, dal partito democratico repubblicano e dal socialismo, nemico spaccato e spudorato dell’irredentismo, è necessario rievocare brevissimamente le condizioni politiche e sociali del periodo più cruciale in cui gli toccò di vivere e operare, vale a dire il decennio circa che precedette la conflagrazione europea. Ma siccome le son cose più o meno a tutti note, basterà solo un breve cenno, mentre per una più ampia conoscenza così delle stesse come dei dettagli cronologici concernenti la vita pubblica del compianto senatore Giorgio Bombi si rimanda il lettore al Bollettino della Società Filologica Friulana, ai giornali della regione che ne parlarono alla sua morte e sopra tutto all’opera pregevole ed esauriente di Carlo Luigi Bozzi (1). Qui si vuol far particolarmente risaltare la sua inconcussa coerenza politica e la sua adamantina italianità. In quel torno di tempo anche la nostra ridente bellissima città, appellata daU’Austria la Nizza austriaca, era riguardata e conside- (1) CARLO L. BOZZI - Giorgio Bombi, ed. S. Pocarini, Gorizia 1927. — Boll, della S. F. F., settembre 1939-XVII, Udine.