82 BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO l’impostazione dei problemi interessanti gli italiani d’oltre confine. Accenna ad Arturo Colautti, rappresentante insigne di quella fede nazionalista che egli difendeva nella stampa periodica e quotidiana; ricorda che dalla letteratura e dall’inchiesta sui problemi irredentisti e dai duelli triestini veniva al giornale anche Giulio De Frenzi, alias Luigi Federzoni, e ricorda nel campo giornalistico nazionalista dell’anteguerra i nostri Ruggero Timeus-Fauro, Spiro Xydias ed Attilio Tamaro. In questi come in Giovanni Giuria-ti, spirili equilibrati, l’irredentismo fu programma preliminare d’integrazione italiana per un fine più complesso di lotta e di potenza e si riassunse in una compenetrazione di rischio e di responsabilità. Anche il consenso dato dal futurismo al programma delle rivendicazioni degli irredenti è spiegato dal-FArcari, sopratutto con il fatto che in una guerra contro l’Austria il Marinetti avrebbe visto conciliate — in un’ansia latina — la sua educazione francese e la sua fede italiana. Vincenzo Marusfsi ELEONORA TOROSSI - Le novelle del cavallino selvatico, con illustrazioni del pittore Ranzatto, Torino, Soc. Ed. In-ternaz. 1939-XVII; pp. 187 (Lire 8). Arte difficile mi è sempre sembrata quella di scrivere per ragazzi, di intonarsi alla loro mentalità irrequieta e fantastica, tanto diversa dalla nostra; e particolarmente diffìcile per i ragazzi smaliziati di oggi, che torcono il visetto quando subodorano anche lontano odor di morale, ai quali il cinema presenta le più smaglianti e avventurose storie senza la fatica di leggere, e invenzioni moderne, co- me la radio e l’aviazione, offrono prodigi in confronto ai quali impallidiscono le più imaginóse fiabe. Quanta fatica per la penna, quale sforzo per la fantasia di chi vuol attirare e trattenere l’attenzione del mondo piccino millenovecentoqua-ranta! Questa fatica l’ha recentemente intrapresa Eleonora Torossi riuscendo in pieno. La sua fantasia audace passa dalle Alpi nevose all’Estremo Oriente; spazia negli incerti regni della favola, e, non contenta, vola in paradiso, prendendo a protagonisti di due poetiche novelle angeli e stelline. Ricchezza di elementi, varietà di motivi rendono il volume attraente e adatto sia a maschietti che a bambine, sia ai più piccoli ai quali basta seguire la trama lieve di un sogno, sia ai più grandi, avidi già delle emozioni di un inseguimento, del brivido di un duello. La natura, descritta sempre con pennellate vive, efficaci, è protagonista di una fresca novella, «Monella primavera», in cui mi piace come l’A. spiega il persistere del gelido vento quando già dovrebb’esser primavera. L’inverno, stordito fratello di Monella, andandosene stanco di aver tanto soffiato e nevicato, si è lasciato strappare un lembo di mantello da un cespuglio di rovi. E quello scampolo d’inverno fa il dispettoso a tutto andare, finche l’energica e birichina Monella, dopo averlo a lungo inseguito, lo raggiunge e l’afferra, ristabilendo il suo dolce regno. Termina la storia narrando come Monella riesca, con la sua grazia profumata, a ringiovanire spiritualmente quattro vecchi scienziati mummificati in un loro austero castello. Il mondo animale è non solo spesso presente, ma ad esso è affidata la parte importante di buttafuori: che per inquadrare le varie novelle, l’A.