BOLLETTINO BIBLIOGBAFICO 191 soprattutto poeta autentico sincero, che sa cogliere il tratto di poesia in ogni anche più modesto particolare ed esprimerla con arte delicata e squisita. Il suo libro è meritevole della più simpatica generale attenzione a motivo del soggetto che vi è trattato, acquista pregio non comune per la maniera come è scritto, si affianca degnamente fra le altre opere letterarie con cui lo Zoppi si è in modo brillante fin qui affermato. E quasi per accentuare il bello ed il grande che caratterizza il Ticino, si adorna d’una serie di illustrazioni nitide ed attraenti. Sono di avviso che forse mai come in questo caso l’illustrazione sia stata impiegata con tanta efficacia a commento del testo. Vincenzo Marussi GIUSEPPE FURLANI - Storielle quasi vere per ragazzi quasi adulti -Istituto delle edizioni accademiche - Udine 1998, - pp. 322 (1. 12). L’operosità dei mulini sui lumi, con lo scroscio impetuoso dell’acqua, che precipita spumeggiante dalla doccia sulle pale della ruota in movimento, e col rumore all’interno della macina, che gira riducendo il grano in farina, riesce sempre assai gradita. Sull’Alto Timavo vi è ad Auremio un mulino fuori daH’abitato, in una posizione incantevole, la quale offre anche il godimento di uno di quel paesaggi romantici, che sembrano creati dalla fantasia di un pittore ; con un’isoletta boscosa in mezzo al fiume, congiunta da un ponte rustico ad una sponda e da una leggera passerella all’altra. Tante volte, dopo coricato, mi compiacqui attendere il sonno con la deliziosa visione nella mente. Al mulino di Auremio pensai allorché, durante una visita dei numerosi ambienti che formano lo studio di Giuseppe Furiant, studio d’artista, di poeta e di tecnico, sostando nella galleria dei quadri, mi fermai davanti a una tela, la quale rappresentava appunto un mulino ; e manifestai i sentimenti che quel dipinto mi richiamava. Giuseppe Furlani prese allora il più recente volumetto da lui pubblicato: «Storielle quasi vere per ragazzi quasi adulti», l’aprl alla pagina, che recava il titolo di una delle otto novelle : «Il mulino», e me lo porse. Quel racconto semplice, scorrevole, che presenta un vecchio molinaro del Friuli, fedele al metodo tradizionale del mestiere, e il suo primogenito, che dopo essersi arricchito in America nella grande industrria panificatrice meccanica, rimpatria per tornare a dar vita al mulino avito secondo le usanze paterne, descrive l’antichissimo complesso strumento con una simpatia ben meritata. Poiché il bollettino bibliografico della Porta Orientale non ebbe ancora a segnalare questo piacevole libro del versatile scrittore nostro, approfittai dell’occasione che mi si offerse per riferirne ai lettori della rivista. E lessi, l’una dopo l’altra, le otto novelle con crescente interesse, per la spigliatezza dello stile, per un’arguzia saporita e per il mirabile studio che alcune d’esse rivelano della curiosa psicologia degli animali. Angelo Scocchi FEDERICO AUGUSTO PERINI - Giornalismo ed opinione pubblica nella rivoluzione di Venezia (fine secolo XVII-1849), Fonti - Bibliografia -Iconografia. Società Cooperativa Tipografica, Padova, 1938-XVI; pp. 299. IDEM, Volume primo (sec. XVII -gennaio 1798), pp. 403. Chi fa la storia di Venezia non può dimenticarsi di Trieste, dell’Istria e della Dalmazia per infinite ragioni che qui è inutile ricordare. Ed i molti riferimenti che il Perini fa delle nostre regioni in questi suoi due volumi (e certo molto maggiori ne leggeremo nei prossimi due, special-mente nell’ultimo che tratterà specifica-mente del ’48) non può farci passar sotto silenzio quest’opera che, per l’importanza stessa di Venezia nel Risorgimento italiano, per la copia di documenti ignorati che ci presenta, è certamente destinata ad avere risonanza nazionale. Il tema propostosi dal Perini è la rivoluzione veneziana che si matura ed esplode nel ’48 per cedere alle armi ed al blocco nel ’49. Ma non è dal marzo 1848 che prende le mosse il Perini, il quale intende esaminare la formazione dello spirito rivoluzionario dei veneziani da Campoformio, anzi, prima, da quel diffondersi del sentimento d’unità italiana che si manifesta