ORIGINI DEL DOMINIO DI VENEZIA NELL’ISTRIA (932-1150) 209 Tutto ciò sta a dimostrare anche quanto potente si facesse allora Venezia e quanto gli imperatori ci tenessero ad averla amica e quanto a Venezia importasse l’accordo con gli Imperatori per poter spiegare con tranquillità in Istria la sua azione ancora soltanto commerciale ma pure rivolta, con mire segrete, in preparazione di un forse non lontano avvenire quando, affievolendosi più che mai l’autorità imperiale, in proporzione specialmente al crescere di Venezia, questa avrebbe potuto approfittare in Istria definitivamente. CAPITOLO III. BREVE QUADRO DELLE PRIME LOTTE DI VENEZIA PER LA GIURISDIZIONE DELL’ADRIATICO. Agli inizi del sec. IX la potenza bizantina sull’Adriatico si estingue, quasi lo sforzo compiuto nei secoli precedenti per arginare le invasioni di Longobardi, Avari, Slavi, provenienti da Nord-Est avesse accelerato l’esaurirsi di tale organismo già profondamente logoro. Agli inizi dunque del sec. IX la flotta bizantina comincia a mancare al compito, di vigilatrice dell’Adriatico, che da secoli ormai si era assunto; essa pare non accorgersi neppure delle crescenti scorrerie di pirati serbi, croati e saraceni che infestavano il mare portando dovunque terrore e rovina. Già sui primi del sec. IX l’impero bizantino nell’Adriatico non conta più, gli ultimi suoi rappresentanti sono messi dovunque in fuga dai pirati: la Dalmazia premuta, invasa per terra da Serbi e da Croati e per mare dai Saraceni; minacciata l’Istria nelle sue coste, in pericolo la Laguna dove in un momento i pirati giungeranno a dare l’assalto a Caorle. Furono anni spaventosi per le popolazioni delle coste adriatiche: catturate le navi, assaltate le città, sterminate le campagne. Urgevano dei ripari: una forza che sorgesse a contrastare l’audacia, ad opporsi alle violenze di quei ferocissimi barbari. Ed ecco Venezia muovere i primi passi che la porteranno in seguito alla conquista e al dominio assoluto dell’Adriatico. Venezia, che aveva comprese perfettamente la situazione e le necessità del momento, avanzò un suo Doge, l’istriano, già ricordato, Pietro Tradonico di Pola, inviandolo a dar la caccia ai pirati, a combatterli, a misurar così le proprie forze. La lotta che allora Venezia intraprese contro quei predoni, durò al-l’incirca due secoli e precisamente dai primi del sec. IX fino agli inizi del ■sec. XT. cioè dalle prime imprese di Pietro Tradonico (839) alla guerra decisiva e conclusiva condotta nel 1000 dal Doge Pietro Orseolo II. E furono per Venezia due secoli di sacrifizi, di azione febbrile, con momenti di tregua a volte lunghi, a volte brevi; due secoli di dolorose sconfitte alternate a rare vittorie ma che alla fine si conclusero con una vittoria sfolgorante e la decisa supremazia di Venezia sul mare. Questi due sècoli di lotte si possono dividere in due periodi staccati da una lunga tregua di circa 60 anni e sono: il primo dall’839 all’887; il secondo dal 948 al 1000. Ma il quadro generale di questa vasta azione epuratrice condotta da \enezia contro i pirati non appare a noi completo in tutte le sue parti. Lo sviluppo dei fatti presenta molte lacune dovute alla mancanza di documenti. Gli Slavi che già nel sec. VI con i Longobardi e gli Avari avevano tentato di passare la Porta Orientale e dilagare in Italia e in Istria, ora. nel secolo IX, riappaiono forniti di navi e dediti alla pirateria. Essi, invasa la Dalmazia, avevano stabilito, lungo la sua intricatissima costa, le loro basi azione da dove si spiccavano per dare l’assalto a tutte le altre coste del-1'Adriatico. Come se ciò non bastasse, pirati saraceni risalivano questo mare c|al Sud gareggiando coi primi in cupidigia e ferocia. Essi nell’839 raggiun-