294 FERDINANDO PASINI valido di nuella, borghese, degli Hohenzollern, — cincrue anni più »ardi, nel 1920, Gabriele d’Annunzio doveva dar corpo in Fiume con In Statuto della Reggenta del Carnaro. Fu solo un tentativo anch’esso. Ma, come la Marcia su Ronchi si continuò nella Marcia su Roma, così lo Statuto del Carnaro ebbe la sua continuazione nella mus-soliniana Carta del Lavoro. La «Città di Vita» ideata dal d’Annunzio si concretò nello Stato corporativo fascista, destinato a fare della nuova Italia imperiale «l'artefice chiara delle stirpi confuse». La guerra odierna potrà risolvere definitivamente tutte le questioni che la guerra del 1918 lasciò insolute. La guerra odierna non è guerra di stati o dinastie: è guerra di popoli. Non è guerra di classi: è guerra di nazioni proletarie contro nazioni plutocratiche, di popoli poveri contro popoli detentori di monopoli d’ogni genere. E’ guerra essenzialmente sociale. Mira a una pace che giovi a plasmare una società umana basata sul lavoro come diritto e come dovere e quindi come libertà. Libertà possibile, cioè condizionata dalle leggi inderogabili della convivenza, non dai capricci egoistici dell’arbitrio individuale. Mira a una pace che instauri un ordine sociale in cui il lavoro sia regolato in modo da poter stabilire un giusto equilibrio fra produzione e consumo, sicché non possa ripetersi più il caso frequente di masse povere ed affamate, mentre immensi depositi di merci e di viveri vengono sequestrati e perfino distrutti da pochi ricchissimi, per mantenere artificialmente alti i prezzi dei loro listini o dei loro cartelli. Mira a una pace che garantisca a tutte le nazioni le premesse elementari dell’esistenza: spazio vitale, possibilità di sviluppare le proprie energie ed attitudini, indipendenza economica, libertà dei mari. Quindi una maggiore giustizia sociale nella distribuzione delle materie prime e di tutti i beni mondiali. Quindi esclusione dall’Europa, possibilmente da ogni continente, di qualsiasi popolo che viva di rendita alle spalle di altri popoli. Il socialismo aveva portato il principio della lotta di classe nella vita delle singole nazioni. Il fascismo ha eliminato la lotta di classe, convertendola in collaborazione ai fini supremi del comune benessere nazionale. La guerra sociale che oggi si combatte ripete il medesimo processo nella vita fra popoli e popoli. La Rivoluzione fascista vuole una pace che elimini la lotta di sfruttamento fra popoli poveri e popoli ricchi e vi sostituisca invece la collaborazione di tutti i popoli della terra ai fini supremi del benessere collettivo dell’umanità. Questa è la pace che fa tanta paura alle potenze plutocratiche, ma che l’Asse d’acciaio delle due Rivoluzioni affini, fascista e nazionalsocialista, realizzerà senza fallo. E questa pace non sarà festeggiata dai popoli dell’Asse come venne festeggiato, nel 1918. il primo armistizio di Compiègne dalle truppe britanniche di stanza a Gerusalemme.