IL CONGRESSO DEGLI ALBANESI A TRIESTE NEL i9i3 I rapporti che intercorsero fra la nostra città e i patrioti albanesi sono sempre stati dei più cordiali. Trieste è legata alla storia dell’Albania molto più strettamente di quanto comunemente si creda e si ricordi. Ora che la Albania è entrata a far parte della comunità imperiale di Roma sarà opportuno rievocare un grande Congresso che ebbe luogo nella nostra città in una delle ore più decisive per la storia della nobile nazione schipetara, che già nel lontano luglio 1878, alla vigilia del Congresso di Berlino aveva affermato per la prima volta, da Trieste, la fede del popolo albanese nei destini della Nazione e aveva solennemente invocato l’aiuto delle Grandi Potenze per il riconoscimento dei suoi sacrosanti diritti nazionali. Allora il gruppo dei patrioti albanesi di Scutari e di Kossovo residenti esuli nella nostra/città avevano inviato a Lord Beaconfields, Primo Ministro della Regina Vittoria d’Inghilterra al Congresso di Berlino, quel memorandum in cui fierissimamente veniva sostenuta per la prima volta la causa albanese. E quando più tardi, fra il tumulto delle guerre balcaniche, la bandiera rossa con l’aquila nera bicipite di Skanderbeg, nella fatidica giornata del 28 novembre 1912, a Valona Ismail Kemal alzò per la prima volta, quando l’idea della nuova Albania tornò a divampare nei cuori e un nuovo destino si andava formando al di là dell’Adriatico, fu nuovamente da Trieste che partì il primo grido della forte gente albanese che ritrovava la Patria dopo secoli di dominazione straniera. Perchè il primo e unico grande Congresso che venne tenuto dai patrioti albanesi, convenuti da tutte le parti, dai Balcani, dalla Turchia, dalle colonie italo-albanesi della Calabria e di Sicilia, fino dalla lontana America, fu a Trieste e non altrove, ove forse maggiore e più importante era il nucleo operante degli esuli e degli immigrati? Certamente la risposta a questa domanda va ricercata nell’amore che unì fortemente Trieste con la gente adriatica d’Albania, forse enche nella comune passione della Patria oppressa e nella comune fede di vedere un giorno ristabilirsi l’antica e mai dimenticata libertà, dopo la fine di lunghissima dominazione di gente straniera. II Congresso ebbe particolare importanza, oltre che per le decisioni e le parole che vennero dette, per la vastissima risonanza che allora ebbe nella politica di quegli anni e a dare un’idea della solennità dell’incontro basterà accennare alle persone che ad esso presero parte e che portano i nomi che