70 FATTI, PERSONE, IDEE ai lettori della «Porta Orientale» per la sua classica e monumentale opera sul Carmen Arvale, di cui parlammo alcuni anni or sono (1935, A. V, p. 508-09). Con la sua generosa offerta il prof. Nacinovich ha voluto onorare la memoria de’ propri genitori, poiché ha intitolato il fondo a «Ermanno e Fanny Nacinovich». Il padre era nativo (1846) di San Domenico di Al-bona (Istria), la madre di Prosecco (Trieste). Il padre, letterato, giurista, pubblicista, fu assessore della pubblica istruzione nel Municipio di Fiume, che gli deve in gran parte il carattere italiano delle sue scuole. Morì a Roma nel 1916. La madre (Fanny Luxa) vi morì ella pure, nel 1939. (Cfr. Cospicua donazione alla H. Università per due premi di perfezionamento, nel «Piccolo», Trieste, 5 gennaio 1940-XVIII). Occorre sottolineare l’alto significato della donazione, la quale mira a intensificare il potenziamento del-l’Ateneo triestino, additando quel settore della istruzione superiore ch’è il più importante per la difesa - e l'avanzamento della nostra italianità? „La P. O.” Poesia del mare Chi di noi Triestini, che viviamo tanto a contatto del mare, non ha sognato qualche volta di scendere nei suoi abissi? E chi non si è fermato più o meno a lungo sulla riva a contemplare un palombaro vestirsi, tuffarsi, riemergere? Ma quanti osano imitarlo in quell’immersione in cui è in gioco la vita e sono inseparabili compagne penosissime sofferenze fìsiche? Pur nell’epoca nostra sportiva e temeraria, Giuseppe Steiner palombaro dilettante rimane un esempio nobile quanto isolato, forse anzi unico. Egli è, noto la singolarità, uomo di terraferma, nato a Urbino e stabilito a Piacenza; consigliere nazionale, avvocato, combattente valorosissimo mutilato sul Carso, con un occhio e un polmone di meno; e poeta. Segue altre raccolte di versi di lui un volumetto testé uscito (1), di sole 54 pagine, il cui titolo «Nostalgie dal profondo» dà un’impressione romantica o crepuscolare, mentre la qualifica di «palombaro» sotto il nome dell’Autore promette ciò che i versi abbondantemente mantengono: sensazioni vergini, dinamismo, futurismo, brivido, un mondo nuovo schiuso davanti a noi, cólto dall’obbiettivo sapiente e preciso dello scienziato e descritto dall’arte del poeta. Come ben scrisse su questi versi Silvio Benco: «E’ una fortuna che un palombaro sia stato poeta o che un poeta si sia fatto palombaro. Di salito questi coraggiosissimi uomini sono illetterati o non ci tengono alla letteratura. E così le sensazioni dell’anima umana in fondo al mare, legato l’uomo alla vita con un cannello di gomma, vinta la resistenza del mare da un paio di suole di piombo, non ci sono state ancora cantate da quegli che ci fu, bensì soltanto per immaginazione da quelli che siedono a tavolino. Lo Steiner è il primo esperto a dare queste sensazioni della profondità .. Lo Steiner descrive nella prima poesia della raccolta il suo orgoglio, la sua felicità di riuscire nelle prime prove di tuffo, di essere ammesso dai palombari di professione tra loro, nella loro famiglia. Mi glorio di questa famiglia tenace, paziente, possente che manda a carpire i tesori sui mari lontani e poi non disdegna raccoglier carbone e rottami in silenzio. Nessuno ci uguaglia;