ORIGINI DEL DOMINIO DI VENEZIA NELL’ISTRIA (932-1150) 229 città fedeli del Dogado. E queste altre città fedeli di Venezia non sono forse le istriane? Tanto più che i patti dettati da Venezia a Fano nel 1141 sono assai simili a quelli che nel 1145 saranno dettati a Pola e a Capodistria. Nè fra queste due date e le nostre supposizioni può esserci allro contrasto che di apparenza. Pensiamo così: In seguito ad azioni diplomatiche alquanto anleriori e che noi possiamo immaginare risalenti a già subito dopo il 1000, le città marinare istriane si erano legate a Venezia con promesse di fedeltà che le avevano rese quasi sue vassalle in modo tale che Fano nell’atto di sottomettersi a Venezia trovava opportuno, senza nominare le città istriane, citarle ad esempio. A dir vero si potrebbe anche supporre che nell’allusione alle «altre città fedeli al Dogado» Fano, più che quelle dellTstria, avesse inteso le città della Dalmazia. Ma questo d’altra parte non è possibile perchè nel 1141 la Dalmazia era ormai un «pieno possesso» di Venezia e non già ad essa soltanto fedele cosicché, se Fano avesse alluso alle città della Dalmazia, sarebbe stata ben più precisa (se non altro per rispetto alla maestà dogale) nel sottolineare la loro condizione di «suddite» e non soltanto di «fedeli». Il che poi non sarebbe certo tornato a vantaggio di Fano la quale aveva tutto l’interesse di proclamarsi «fedele» e non «suddita»! Risulterebbe allora che fin dopo il 1141 l’Istria si era mantenuta «fedele» a Venezia, poi, per la crescente pressione di questa in contrasto col rafforzarsi della coscienza comunale, l’Istria si ribellò. La Repubblica, domate facilmente le ostilità, impose nuovamente a Capodistria e a Pola quelle condizioni che esse avevano avute già da tanto tempo e che nel 1141 erano state imposte anche a Fano. E in verità come si potrebbe immaginare, e a quale scopo, che le nuove condizioni fatte firmare da Venezia alle due città istriane nel 1145 fossero di molto differenti da quelle imposte in precedenza? Venezia avrà potuto rincarare la dose, come farà con Pola nel 1150, ma non avrà mutata la sostanza. In conclusione di tutto ciò si potrebbe anche pensare che fino a prima del 1145 fra l’Istria e Venezia non ci fosse stata alcuna azione guerresca o, se ci fu, sarà stata alquanto anteriore al 1141. Stando ora all’atto del 1141 firmato da Fano si apprenderebbe che le città marinare istriane mandavano di quando in quando loro rappresentanti alle assemblee che Venezia teneva probabilmente per trattare della comune difesa contro i pirati che ancora qua e là, più o meno, molestavano le coste di quell’Adriatico che ormai, dal sec. XI in poi, i geografi arabi chiamano «golfo di Venezia» e lo stretto di Otranto «imboccatura del golfo di Venezia». La Repubblica dominava dunque nell’Adriatico politicamente e commercialmente. Diremo anzi che alla sua preminenza politica Venezia era portata dalla sua sempre più potente azione commerciale con cui essa legava a sè le città istriane. A poco a poco questi legami devono essersi fatti assai forti, tanto da portare le città istriane a un vero vassallaggio effettivo se non dichiarato. Le città istriane saranno state da Venezia chiamate a prestarle giuramento di fedeltà, avranno dovuto partecipare alle assemblee organizzate da Venezia per discutere le sempre nuove questioni riguardanti I ormai «suo» Adriatico alla cui vigilanza e sicurezza avranno dovuto contribuire con le loro navi. Noi non possiamo certo ricostruire la lenta ma continua progressione che portò Venezia ad ottenere in Istria tali risultati, sorprendenti davvero ?e si ricorda la sua posizione intorno al 1000. E questi risultati di Venezia ,n Istria li troviamo chiaramente rispecchiati nei due atti di pace del 1145. Noi abbiamo supposto che questi due atti sieno la conclusione di una guerra scoppiata dal contrasto fra il rafforzarsi della coscienza comunale negh istriani e la crescente pressione di Venezia. Pola, che d’ora in poi sarà sempre all’avanguardia dei moti istriani, fu certamente l’animatrice della rivolta, la maggior responsabile della guerra. Questo lo possiamo de-ll450re anche dalla differente consistenza degli stessi due atti di pace del Pola dunque (a parte l’idea della «Confederazione») avrà di certo esortate tutte le altre maggiori città della costa ma di queste solo Capo-stria si sarà lasciata indurre.