282 CONSUNTIVO l’enorme posta in giuoco, la ottusità intellettuale del popolo, la cocciutaggine inglese gabellata per tenacia, le speranze nell’imponderabile, tra le quali primeggia quella nei cugini d’oltre Atlantico. Ma poiché ogni cosa ha un limite, anche la resistenza inglese può arrivare al punto del collasso, specialmente se — com’è possibile — anche il generale Inverno, come già il generale Tempo, tradirà brutalmente gli strateghi anglosassoni. Il bilancio consuntivo di questi sedici mesi, quindi, è più che favorevole all’Asse, mentre addirittura fallimentare è per l’Inghilterra. Per quanto riguarda l’Italia, il settimo suo mese di guerra la trova aspramente impegnata su tutta l’estensione della sua enorme fronte stendentesi sulla terra, sui mari, nei cieli, per migliaia e migliaia di chilometri, da Chisimaio all’Egeo, dalla Marmarica alla Voiussa, in terre tropicali, in zone desertiche, su terreni im-pervii: dappertutto lottante contro nemici agguerriti e contro gli elementi della natura, quasi a provare ancora una volta la robustezza della nostra stirpe e la durezza della nostra volontà. Ma più aspra sarà la battaglia, più sfolgorante sarà la luce della immancabile vittoria. Nel quadro della nuova Europa, che le armi dell’Asse vanno forgiando nella rovente fucina della guerra e che l’intelligenza dei suoi Capi va preparando nello studio severo di tutti i problemi del futuro, è stato accennato più volte sulla stampa nazionale ed estera alla funzione che dovrà avere Trieste, quale punto d’incrocio delle economie continentale e mediterranea, e quale punto di confluenza delle correnti di pensiero latine, germaniche e balcaniche; funzione determinata, oltre ch£ dalla storia passata e presente, dalla posizione geofisica e geopolitica di Trieste, posta dalla natura ad un centro da dove si dipartono a raggiera tutte le strade e tutte le rotte che uniscono l’Europa centrale e balcanica con l’Oriente, con l’Africa, con l’Occidente. Non è azzardato dire che, se Trieste non esistesse, gli organizzatori della nuova Europa dovrebbero crearla, appunto per farle assolvere un simile compito di contatto, di smistamento, di collegamento: organo necessario in un sistema circolatorio, economico e spirituale, se lo si vuole perfettamente funzionante. Se la posizione geografica di Trieste è ideale, altrettanto si può dire della sua attrezzatura materiale e morale. Aperta sul mare con l’ampiezza razionale dei suoi moli; fornita di giovani e fiorenti