312 OSCAR DE INCONTRERÀ cui» — aveva scritta..al suo Sovrano — «probabilmente verremo tutti liberati» (15). E da Graz il padre del futuro Napoleone III aveva per tre anni complottato con i nemici del fratello, senza mai più avvicinarsi a lui, e ciò malgrado le rimostranze al Governo alleato deU’Anibasciatore francese conte Louis-Guillaume de Otto. Ora sua unica preoccupazione era l’annullamento, sempre negatogli, del suo matrimonio con Ortensia, che aveva dovuto contrarre perchè obbligato da Napoleone. La divina Paolina era giudicata innocua, anche se si mantenne ammirabilmente fedele al fratello nei giorni della sventura. Il suo dolore era cocente, ma non poteva nuocere a nessuno; era rosa dal male e sfiorita e tutte le sue congiure consistevano nel vendere — lei la più ricca tra i Bonaparte — le collezioni Borghese — «Paulus fecit, Paulina defecit» — o a far fischiare il «Barbiere», perchè Rossini non aveva concesso un cambiamento al tenore che essa amava (16). La «Mater Regum» non poteva destare, per il suo contegno passato e presente, che profondo rispetto e se anche sino all’ultimo respiro non abbandonò il pensiero in una restaurazione napoleonica, la politica sarebbe stata troppo infame infierendo solo per questo contro la sdegnosa vegliarda. Vi infieri ad usura sulla sua tardiva ambizione già il destino, facendola sopravvivere al suo «Napolion», a «Napoleone II», al primogenito di Luigi (17) e poi alle figlie Elisa e Paolina. L’ambizioso Cardinale Fesch infine era protetto dalla sua porpora, procurata-tagli dal Bonaparte nel 1802, a un mese e mezzo di distanza dal suo ritorno a semplice sacerdote. Pur sapendo di non poter più ritornare nella sua diocesi lionese, egli limitò tutta la sua azione nel lottare per conservarsi quel titolo arcivescovile e riuscitovi non ebbe altre velleità. Eugenio de Beauharnais ex Viceré d’Italia (3 settembre 1780 - 21 febbraio 1824) dal canto suo ottenne di vivere a Monaco, sotto il nome di Duca de Leuchtenberg e suo suocero, il Re Massimiliano di Baviera, si assunse ogni responsabilità nei suoi confronti (18). Più strano è il caso di Ortensia sua sorella, (10 aprile 1783 - 5 ottobre 1837), cui Re Luigi XVIII aveva conferito, durante la prima Restaurazione, il titolo di Duchessa de Saint-Leu e ch’ella aveva ricambiato, preparando il ritorno di Napoleone dall’Elba (19). Essa potè rimanere indisturbata in ¡svizzera e il 10 dicembre 1823 stabilirsi a Roma, alternando poi il suo soggiorno tra l’L'rbe, Firenze e il suo castello elvetico di Arenenberg e passando continuamente dalle feste sontuose alle romantiche per quanto arrischiate cospirazioni, sempre protetta dal galante Zar di tutte le Russie. Le disposizioni interne e le restrizioni prese dall’impero Austriaco nei confronti degli esuli e dei rifugiati bonapartisti, volontariamente esiliatisi dalla Francia borbonica, furono le seguenti; Nel varcare le frontiere dell’impero essi dovevano firmare un «formulario», che veniva loro presentato e con cui si impegnavano di conformarsi completamente alle leggi civili e ai provvedimenti della polizia e a quelli «che Sua Maestà Imperiale Reale Apostolica si fosse compiaciuta di emanare»; di non intrattenere corrispondenze e carteggi politici nè nell’interno, nè all’esterno della Monarchia; di obbligarsi formalmente a non abbandonare, senza consenso dell’I. R. Governo, la residenza, nella parte dei domini di Sua Maestà che fosse loro stata assegnata (20). Di comune accordo con il barone Francesco Haager von Altensteig (1750-1816), capo dell’I. R. Supremo Dicastero Aulico di Polizia e Censura (K. K. oberste Polizei-und Censur-Hof-stelle) e a partire dal maggio 1815 con il suo successore interinale e dal