ANNO X - FA5C. 8-9-10 AGOSTO-SETTEMBRE-OTTOBRE 1940.XVII1 La Porta Orientale RIVISTA DI POLITICA, STUDI SULLA GUERRA, PROBLEMI GIULIANI E DALMATI Direttori: Bruno Coceani » Federico Pagnacco - Ferdinando Pasini L’ITALIA IN GUERRA L’entrata dell’Italia in guerra data dal 10 giugno 1940: l’Italia s’era già messa in linea, come più volte hanno rilevato i giornali tedeschi, fin dal primo settembre 1939, assumendosi il controllo del Mediterraneo, dei Balcani e del fronte alpino francese. Suo compito, secondo il piano prestabilito dell’Asse, era immobilizzare in quei settori quante più forze fosse possibile degli eserciti anglofrancesi, controbattere e paralizzare la campagna diplomatica delle potenze plutocratiche nel sud-est europeo, nelFOriente e nell’Africa, impedire che potesse ripetersi «il miracolo della Marna» del 1914 contro la nuova avanzata germanica su Parigi. Quando giunse il momento di partecipare alla guerra anche con le armi, l’Italia non esitò ad uscire dalla «non belligeranza» passando all’azione militare diretta. Dai 21 ai 24 giugno avvenne lo sfondamento del fronte alpino occidentale, con una penetrazione di 35 chilometri nel territorio francese. Dagli 8 ai 9 luglio avvenne il primo grande scontro tra flotta inglese e flotta italiana nel mare Jonio, con la sconfìtta dell’inglese. Ai 10 giugno era stata fatta la dichiarazione di guerra alla Gran Bretagna e alla Francia. Ai 17 la Francia capitolava e chiedeva l’armistizio. Ai 18 il Duce e il Führer s’incontravano a Monaco per accordarsi sulle condizioni da concedere. Ai 24 la Francia firmava le condizioni dell’armistizio con l’Italia, dopo aver firmate quelle con la Germani^. Non era ancor passato un mese dall’entrata dell’Italia nella guerra guerreggiata e l’Italia aveva offerto alla causa comune la vita di Italo Balbo: un valore umano che pareggia bene il sacrificio d’intere armate. Ma la conquista di Berbera non ha tardato a vendicare il glorioso Caduto di Tobruk. Sotto i colpi dell’Italia fascista l’impero coloniale britannico comincia a sgretolarsi nelPAfrica Orientale, mentre sotto i colpi della Germania nazionalsocialista Londra vede crollare la sua egemonia continentale europea. (Nè i discorsi di Churchill varranno a scongiurare l’ineluttabile).