XVIII PREFAZIONE- ferie de i tempi, e de i fatti : e però lo ftampatore fi è prefà la facoltà di rifèrvarla alla Raccolta, che egli penfa di fare di tutti i migliori Storici Veneziani, non compre!] in quella , che ora tiene per mano. Paolo fopravifle molti anni alla pubblicazione della fua Opera, poiché d' anni 68. venne a morte li 20- Dicembre dell’anno 1600. e fu ièppellito in Santa Maria dell’ Orto nell’arca medefima, dove fta ieppellito Giambatijìa Rannufio fuo padre, fcrittore celebratiffimoj iiccome ancor molti altri di quella illu-ftre famigliala quale pafsò da Rimini in Venezia nel fecolo XV. furonouomini per dottrina eccellenti, e ne i pubblici affari del governo di provata fede, c di confumata iperienza, VI. PIERO GIUSTINIANO. Attefta il Cardinal Vallerò , che dopo il Barbaro fu eletto Ifto-riografò pubblico PIERO GIUSTINIANO , il quale fcriilè i fatti della Repubblica dal cominciamento di ella fino a’ fuoi rempi^ e che quefti effendo morto aflai vecchio, gli fu foftituito dal Configlio di X. Luigi Contarmi. Le parole di lui faranno da me riportate più fotto. Io non ardifeo oppormi all' autorità di sì grand’uomo, qual fu il Cardinale Valiero , contemporaneo del Giufìiniano. Dico bene, che,fé quefta incombenza fu deftinata al Giù fimi ano con pubblico Decreto, ciò dovette fèguire non tanto dopo la prima pubblicazione della Storia di lui, che in XIII. libri divifà ufcì in Venezia da i torchj di Comin da Trino di Monferrato l’anno 1560. in foglio, cioè a dire in tempo, che ancora vivea il Patriarca Daniello Barbaro ; ma ancora dopo la feconda edizione della medefima lftoria, ampliata in XVI. libri fino all’anno 1575. e imprefla pure in foglio in Venezia per Lodo-vico Avanzo l’anno 1576. cioè a dire fèi anni dopo la morte del Barbaro. Della mia afferzione recherò due prove indubitate. La prima è tratta dalla dedicazione fopracitata di Paolo Rannufio a i Capi dell’Ecceliò Configlio di X. uno de quali era in quell’anno, in cui il Rannufio la fcriffe , cioè nell1 anno 1573. il medefimo Piero Giufìiniano. Il paffo è fiato così appunto volgarizzato da Girolamo Rannufio, figliuolo di Paolo : ,, Imperocché chi è colui, ,, Illuftriifinio Giufìiniano, che o per fplendore di lettere, o per ,j eloquenza, in qualfivoglia lingua, pofTa paragonarfi con voi, ,, che per la notitia, la quale havete per un lungo ftudio d’infinite ( 1